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L’auto-candidatura giocata d’anticipo e a sorpresa, di Pietro Petruzzelli a Sindaco di Bari, aveva provocato non pochi malumori nella dirigenza del Partito Democratico, ma suscitato evidente entusiasmo in larga parte degli iscritti, ma anche negli ambienti, associazioni e cittadini più o meno vicini allo stesso centrosinistra.

“Un macigno” buttato nello stagnante letargo di un partito alle prese con le traballanti architetture regolamentari, in vista di un congresso presumibilmente burrascoso.

“Un pugno”, salutare, nello stomaco della città ripiegata e distratta, per provocarne reazioni e ripresa dei bandoli di una matassa fin troppo ingarbugliatasi sulle problematiche di facciata, anziché dipanarsi sulle esigenze quotidiane cittadine e sugli effetti devastanti di una crisi senza precedenti.

Pietro Petruzzelli usa questi riferimenti mentre apre e chiude la sua “Sedia rossa”, pieghevole e scomoda, nel suo tour incessante nei quartieri della città di Bari, per incontrare cittadini e potenziali elettori nelle piazze, sui sagrati delle chiese, tra una bancarella e l’altra nei mercati, all’ombra di un monumento o al tavolino di un caffè: “de visu”, guardandoli negli occhi e raccogliendone istanze, moniti, lamenti e suggerimenti.

Decisamente schierato per le Primarie, quale strumento partecipativo e democratico, per la decisione del candidato unico per il centrosinistra, ma esorta con passione affinché siano “Primarie delle idee” e a “tenerle distinte dal congresso del PD”.

“Aprire un cantiere e individuare la coalizione” è l’invito pressante che rivolge al suo partito, raccomandando di farlo “aprendosi alla cittadinanza attiva” e smettendola col “palleggiamento”, in pratica quell’estenuante gioco di melina, che da tempo caratterizza l’inconcludente attività politica del PD.

“Aprire un cantiere e individuare la coalizione” è l’invito pressante che rivolge al suo partito, raccomandando di farlo “aprendosi alla cittadinanza attiva” e smettendola col “palleggiamento”, in pratica quell’estenuante gioco di melina, che da tempo caratterizza l’inconcludente attività politica del PD.

Petruzzelli sedia

Quella delle Primarie è stata una conquista sofferta nel partito, per cui meriterebbero più rispetto e meno approssimazione nel loro utilizzo. “Primarie inclusive, per generare entusiasmo. Non per incoronare un pre-scelto”, rivendica con decisione Petruzzelli. E lamenta l’incartamento nel Pd attorno al problema tessere e al relativo quorum necessario per poter avanzare una candidatura.

Ancora troppe architetture elettorali e poche architetture di programma. Cosa che lo porta ad insistere sulla necessità di muoversi e cominciare a fare qualcosa di concreto verso il coordinamento di un sentire e agire comune del centrosinistra, che non resti impantanato nell’attesa delle decisioni e degli strascichi giudiziari che interessano Antonio Decaro, il candidato in pectore a molti grandi elettori nel Pd.

“Disabilità e mappatura delle barriere architettoniche a Bari. Una città a misura di bambini, che indirettamente diventa a misura di tutti. Nuovo Piano Regolatore, diverso da quello immaginato per una città di 600mila abitanti, che faccia della ristrutturazione e riqualificazione dell’esistente l’asse portante delle sua progettualità”, questi i primi punti che affronterebbe all’indomani di un successo personale nella corsa verso Palazzo di Città.

E così dicendo, riprende la sua sedia rossa, scomoda e pieghevole, e riparte per il suo tour metropolitano.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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