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Pino De Luca, il premio a Flavio Tosi ‘Qualcosa di Negro a casa sua...’

In qualità di appartenente all’albo storico dei premiati dalle “Terre del Negroamaro” (3^ Edizione – Premio per la Comunicazione) ho ricevuto una sollecitazione ad un commento sui premi della sesta edizione.

Non mi sottraggo, non lo faccio mai quando sono sollecitato. Chiunque sia il latore del sollecito. So bene che esprimere una posizione comporta, necessariamente, una divaricazione e chi fa comunicazione in questo periodo è assai attento a non scontentare nessuno, tanto è liquido il “panorama dei potenti” che si rischia di rimanere costantemente assiepati alla parte sbagliata del tavolo.

È mia intima convinzione che chi piace a tutti è nulla e quindi espongo e mi espongo.

La vicenda del premio Terre del Negroamaro a Flavio Tosi, sindaco di Verona è ormai nota. Il Tosi leghista premiato nel Sud sembra un ossimoro.

DeLuca3
 

Il problema è la “filosofia dei premi”. Un premio, quello più famoso è il Nobel, è istituito per riconoscere dei meriti a qualcuno e, nel caso del Nobel, l’Accademia delle Scienze e i Reali di Svezia consentono a persone, meritevolissime e sconosciute ai più, in generale, di avere un reddito e una notorietà che li proietta nella visibilità universale.

I premi importanti sono così. Favoriscono il successo di persone brave ma che non hanno avuto successo.
Poi ci sono i premi che fioriscono nelle piccole realtà. La loro filosofia è il contrario. Si premiano persone di successo perché il premio assurga notorietà. Esattamente il contrario. Il premio non cambia la vita dei premiati ma sono i premiati che, si spera, siano in grado di cambiare la vita al premio.

E tuttavia il premio è inanimato, animati sono coloro che lo assegnano e che assurgono al momento di notorietà facendosi le foto con il noto premiato.

In quest’ottica il premio a Flavio Tosi è assolutamente geniale. Porterà la vicenda alla ribalta nazionale e tutti si schiereranno “Pro Tosi” o “Contro Tosi”. Adducendo ciascuno le sue buone ragioni. E rinnovando la vicenda tutta veronese di Montecchi e Capuleti.

Tosi Salento
 

Non conosco le ragioni che hanno indotto il comitato a dare un riconoscimento al Sindaco di Verona, probabilmente con le aziende che frequentano il Vinitaly Tosi ha costruito simpatie e relazioni, magari a qualcuna ha dato anche un premio ed è giunto il momento di sdebitarsi. Usando la regola primaria di questo paese: incassare i premi fregiandosene privatamente e restituirli usando le risorse collettive. Non è né il primo caso né l’ultimo.

Personalmente sarei curioso di sapere se e quanto quel premio che mi fu conferito abbia avuto una ricaduta positiva sul territorio. Non mi interessa sapere le ricadute degli altri, ma solo del mio.
Per il premio a Tosi, considerate quelle che saranno esposte delle eccellenti ragioni, non posso che esporre le mie:

1. Qui siamo nel SUD, Salento, terra dell’accoglienza e dell’ospitalità, siamo disponibili con chiunque, indipendentemente dal colore della pelle e, in qualche caso, anche da quello dell’anima.

2. Vogliamo privarci del piacere di depositare a casa Tosi qualcosa di Negro? Se sia o meno Amaro decida da sé.

Pino De Luca

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