“Qualsiasi politico ha persone che sono in disaccordo con lui e questo non cambia se è o no su Twitter. Ma se è presente, può essere parte della discussione, comunicare il suo punto di vista, capire quali temi sono importanti per i cittadini e, se lo desidera, rispondere ai detrattori”. Katie Stanton, vicepresidente di Twitter con delega allo sviluppo dei mercati internazionali, spiega con queste semplici parole ai giornalisti l’importanza, sempre più incontrovertibile, per qualsiasi politico di una campagna anche online, che permetta di accorciare le distanze con gli elettori e potenziali tali, anche se attraverso le parole di uno staff. Evitando il semplice messaggio pubblicitario, l’unidirezionale campagna elettorale, bensì cercando il flusso bigettivo di opinioni e dati, la costruzione di idee e future proposte: “I politici – spiega Luigi Curini di “Voice from the blogs” – utilizzano sempre di più la rete per comunicare e fare campagna, ma è stato provato che questa attività ha zero impatto sul voto finale: al massimo può influire sulla partecipazione a una manifestazione o alle urne stesse. In altri Paesi invece, Stati Uniti in primis, Twitter e soci diventano delle vere e proprie “agorà”, dei luoghi di confronto e di responsabilizzazione dell’azione politica. Luoghi dove ascoltare le persone e dare risposte”. Senza dimenticare di sfruttare il mondo che Internet offre a chiunque per amplificare il proprio messaggio, come spiegato da Ryan Davis, consulente americano e tra le menti della campagna sui social network di Obama, a proposito della marriage equality: “E’ più saggio usare i social come canali per imporre i tempi più importanti dell’agenda e dei loro programmi. Da non dimenticare Tumblr, oltre Facebook e Twitter, che permette maggior libertà. E poi evitare come la peste il mail bombing, meglio fare campagne mail selettive”.
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Grandi numeri anche per: il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi (@matteorenzi), con quasi 400000 followers; il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo (@beppe_grillo), che vanta vere e proprie cifre da capogiro (quasi 919000 seguaci); il leader di Sel, Nichi Vendola (@NichiVendola), che non solo vanta 309000 followers, ma a sua volta segue molte persone e per la precisione, quasi 31000; la voce della Lega, Roberto Maroni (@maroni_leganord), con quasi 22000 seguaci ed una citazione di Eleanor Roosevelt ad accoglierci nella sua bacheca, “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni”; l’uomo della “Rivoluzione civile”, Antonio Ingroia (@AntonioIngroia) con quasi 36000 followers. Da non dimenticare, inoltre, il profilo Twitter del Segretario politico del PDL, Angelino Alfano (@angealfa), Giulio Tremonti (@g_tremonti), Guido Crosetto (@GuidoCrosetto), Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni), Pierferdinando Casini (@Pierferdinando), Gianfranco Fini (@gianfranco_fini), Luigi De Magistris (@demagistris), Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (@Idvstaff), Oscar Giannino (@OGiannino) e Silvia Enrico, il cui profilo è curato da sostenitori di FiD, @senricoxfare.
Interessanti da rilevare anche, i politici più citati in rete, grazie ad un’analisi di Polismeter: nella settimana che va dal 17 febbraio al 23, vi è stato un exploit di Beppe Grillo, mentre gli altri, tra piccoli alti e bassi, si stanno mantenendo stabili. Sempre secondo un’indagine di Polismeter, scopriamo che i due tweet più popolari della settimana sono di Beppe Grillo (“800k in piazza, 150k in streaming in contemporanea, 120 piazza collegate. LI MANDIAMO TUTTI A CASA! #tsunamitour”) ed Oscar Giannino (“E’ una regola secca: chi sbaglia paga. Deve valere in politica e soldi pubblici, io comincio dal privato.Ora giu’ a pestare dx, sx e centro!”). In crescita, infine, le performances su Twitter di Pier Luigi Bersani (+ 71,6% menzioni e + 2,8% followers), Beppe Grillo (+ 107,3% menzioni e + 3,2% followers) e Mario Monti (+ 10,6% menzioni e + 1,9% followers); in calo le Facebook performances di alcuni dei politici. Tra le parole più usate nell’hashtag cloud, stando alle analisi di Polinet, troviamo “italiagiusta”, seguita subito dopo da “elezioni2013”, “Berlusconi”, “bersani”, “giannino”, “tsunami tour”, “grillo” e “monti”.