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PugliaItalia


Bari – È già in moto la macchina delle primarie democratiche: saranno le quasi 185mila schede, vidimate dalla Commissione di Garanzia della Capitale e inviate nel Tacco dello Stivale, a rivelare i nomi dei 55 componenti pugliesi dell’Assemblea nazionale Pd. In lizza ben 165 candidati, con l’asticella della partecipazione che i pronostici della vigilia segnano tra i 100 e i 120mila votanti. E se a tenere banco è stata la contesa in crescendo tra Massimo D’Alema e Michele Emiliano, divisi in extremis scongiurando il muro contro muro nel capoluogo, i fronti del voto potrebbero riservare più di un colpo di scena.

AL VOTO/ Ecco dove si vota in provincia di Bari e tutti i candidati

A Bari città, disarcionato il Gladiatore dalla testa di lista, a guidare la pattuglia renziana saranno il presidente del Consiglio comunale barese, Pasquale Di Rella e l’assessore all’Ambiente Maria Maugeri, due fedelissimi del primo cittadino che potranno contare su uno schieramento di forze non indifferente da parte di big quali Antonio Decaro o Gianni Giannini. I cuperliani, senza il Lider Maximo, si affidano al giovane Pierpaolo Treglia e ad un altro componente dell’Aula Dalfino come Massimo Maiorano, mentre sarà il civilista Enrico Fusco, inizialmente in ballottaggio con la collega Patrizia Calefato, a giocarsi la nomination per la mozione civatiana. Il cui zoccolo duro è lo stesso dell’ala che fa riferimento ad Ignazio Marino. In compenso, per provare a battere Emiliano, costretto alla partita “fuori casa”, sui territori tra Altamura e Monopoli (Bari Sud) i supporters del candidato triestino giocano la doppietta Alesio Valente - Adalisa Campanelli, il primo Sindaco di Gravina, la seconda già tra gli aspiranti segretari provinciali per l’asse Minervini-Lavarra, oltre al primo cittadino di Polignano, Domenico Vitto. In quota per il consigliere lombardo, invece, il coordinatore regionale della mozione, Gianclaudio Pinto.

La novità del collegio Bari Nord, tra Bitonto e Molfetta, è proprio Guglielmo Minervini, inizialmente non allineato e che, fino all’ultimo, i bene informati davano come possibile endorser dell’outsider monzese: “Questa volta più importante della testimonianza è il cambiamento e Renzi chiede rotture profonde, scelte coraggiose, audacia verso il futuro”, ha argomentato il titolare delle Politiche giovanili regionali. Il quale dovrà vedersela con un peso massimo dalemiano come Vito Antonacci, segretario uscente di Terra di Bari. E con la presidente della Consulta per l’ambiente del Comune di Bari, Elvira Tarsitano, nella lista civatiana aperta dal Gd Adriano Bizzoco.

BIG MATCH/ D’Alema punge. Emiliano: “Paura di perdere”/ Il pressing: “Rinuncino entrambi alla corsa”

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Pagano segretario, Antonacci regge/ La commissione: "Nessuna anomalia"/Blasi a Berlinguer: "Fermi scempio delle tessere"/ "Meglio perdere che vincere con le figurine"Pioggia di ricorsi, Gd si sfilano/ Minervini attacca. Bufera su LecceSportelli out, Popolari su PaganoTutti i nomi del Congresso 

E nemmeno sugli altri tavoli i risultati sono scontati: nella Bat si ricostituisce per il rottamatore la coppia Boccia-Caracciolo, l’uno contro l’altro ai tempi del crollo dell’Amministrazione Maffei ma già in tandem nella recente elezione di Agostino Cafagna sulla tolda di comando provinciale. Silurando il commissario barlettano Andrea Patruno, a sua volta in corsa tra i cuperliani nella lista di Ruggiero Mennea. Dal nuovo Consiglio di Pasquale Cascella, invece, arriva Giuliana D’Amato, scuderia Civati.

A Brindisi, il regionale Giovanni Epifani sfida i cuperliani di Michele Carriero, supportati da big come il senatore Tomaselli, e i civatiani di Gigi Rizzi. In pista, però, non solo i renziani della prima ora come il tranese Fabrizio Ferrante o Paolo Foresio (numero uno nel Nord Salento): a Taranto giocano il jolly con il tris Pelillo – Musillo – Mancarelli che ha incassato la  vittoria all’ultimo Congresso, ribaltando i rumours che volevano riconfermato Massimo Serio, sulla griglia di partenza per i dalemiani. L’ex assessore Anna Rita Lemma è a capo delle truppe del giovane monzese.

Peraltro, le quote rosa elette a testa d’ariete sono quasi inesistenti, a meno che non si conti Elena Gentile, pezzo da novanta del partito di Capitanata, scesa in campo nella stessa compagine della Lemma per sfidare il duo Bordo – Mongiello e lo stesso D'Alema. Il quale ha finito per citarla in una carambola che partiva da un fotomontaggio che lo ritraeva boxer al fianco del capolista renziano, Ivan Salfarotto. “Dei candidati, l’unica che somiglia ad un pugile è Elena Gentile”, si è lasciato sfuggire in uno scivolone, travolto dalle polemiche: "Chiunque abbia assistito all'incontro dell'altro giorno ha capito che mi riferivo al suo carattere e alla combattività", prova a spegnere i fuochi. La partita, per ora, è tutta da giocare.

(a.bucci1@libero.it)

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