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Primarie, Sel fa saltare il tavolo: "Il centrosinistra non esiste più"

Bari - Il "caso Udc" manda in fibrillazione l'intero centrosinistra e gli scambi avvelenati tra Michele Emiliano e Nichi Vendola finiscono con una durissima conferenza stampa di Sel alla vigilia dei gazebo: "Allo stato il centrosinistra non c'è più, le primarie non si fanno. Per noi sono sospese, da considerarsi inutili, è ormai minata la serenità", scandisce senza esitazione il Governatore, dopo la decisione del numero uno dem di disertare il vertice di maggioranza convocato dal Rivoluzionario Gentile. "Il Pd ed il suo segretario si assumano la responsabilità di disinnescare l'ordigno", conferma ad Affari il coordinatore regionale Gano Cataldo.

Ed è solo l'ultimo round di un faccia a faccia ingaggiato a distanza e che ha l'effetto di una sciabolata sull'appuntamento di domenica: "Se si chiede espressamente a delle forze politiche di salvare la tua legislatura in Regione, ti puoi meravigliare che poi esse chiedano di far parte del centrosinistra in maniera trasparente? Io credo di no. Mi spieghi a questo punto perché tu e Sel, trascinando anche Dario in questa polemica, mi accusate di voler allargare la maggioranza di centrosinistra in maniera scorretta?", aveva ribadito Emiliano al Masaniello terlizzese, indorando la pillola con un riferimento a decisioni condivise sull'ingresso in coalizione dei casiniani. Confermando, però, di aver avuto mandato dal presidente della Giunta regionale per trattare con la pattuglia dello scudocrociato il voto favorevole all'ultima variazione di Bilancio: "Ti ho mandato un sms con il quale ti comunicavo di aver ottenuto la disponibilità dalle suddette forze politiche. Non hai avuto nulla da eccepire", ha rinfacciato l'aspirante Sindaco di Puglia all' (ex?) alleato, il quale nel pomeriggio aveva del tutto smentito la ricostruzione. "Bugie, sfido chiunque a dire che io abbia invitato alcuno ad avviare trattative sottobanco. La mia storia politica e quella del mio partito non mi consentono di considerare accettabili allusioni a "riunioni negli sgabuzzini", ha rispedito al mittente Nichita il Rosso.

Un malessere crescente che potrebbe travolgere in primis Dario Stefàno, proclamatosi sin dall'inizio "del centrosinistra" ma candidato di riferimento della galassia vendoliana ed ora tentato dal passo indietro, secondo ordine di scuderia. Non senza effetto domino anche su Palazzo di Città, mentre si rincorrono rumours sull'ingresso nella maggioranza di Antonio Decaro dei tre consiglieri - Maurodinoia, Smaldone e Sisto - fuoriusciti dal Movimento Schittulli, in rottura con gli alleati di Forza Italia. Solo una prova di forza del leader di Sel per mettere nell'angolo il competitor più accreditato o un segnale netto per rivendicare equilibri in vista di evoluzioni future? "E' stato violato un vincolo fondamentale di solidarietà, di lealtà e di rispetto della verità", mette in chiaro Nichi. A una manciata di ore dalle urne.

(a.bucci1@libero.it)

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