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Regionali, azzurri pugliesi contro Toti: “Siamo stanchi dei balletti romani”

Bari – Superate le tavolate natalizie, non solo il centrodestra pugliese non ha trovato sotto l’albero il candidato annunciato per le urne del dopo Vendola, ma neppure le barricate con la Capitale sembrano avere via d’uscita. “Siamo stanchi dei giochetti e dei balletti romani. Delle due l'una: o si procede - come noi suggeriamo da mesi - a indire subito elezioni primarie per una delle domeniche di febbraio; oppure lo si dica chiaramente e ci si assuma la responsabilità di indicare subito un candidato”, sbotta il capogruppo regionale azzurro Ignazio Zullo, dopo l’ennesimo pressing di Giovanni Toti su Raffaele Fitto. Il refrain è quello di sempre ed il ragionamento del fedelissimo del Cavaliere lo stesso di qualche giorno fa: se valeva la chiamata alle armi alle Europee, perché non ora?

“Dobbiamo presentarci uniti a centristi e Lega e, continuo a sperarlo, con dirigenti nazionali che, da Fitto a me stesso, diano la disponibilità a candidarsi nelle Regioni”, ribadisce al Corriere l’ex direttore di Studio Aperto. Se non fosse che l’ex Ministro agli Affari Regionali ha già rispedito al mittente la proposta, con tanto di lettera scritta a Silvio Berlusconi, tanto da fare apparire quest’ultima intemerata “un altro giro di giostra, il cui unico effetto è quello di far perdere tempo” ai forzisti in Via Capruzzi. I fittiani fanno quadrato e, se a Roma esorcizzano l’ipotesi di un asse sotterraneo tra i “frondisti” dell’oppositore di Maglie e la minoranza dalemiana Pd sul Quirinale, nel Tacco non vogliono finire immolati nella contesa, tanto più mentre a sinistra si prendono le misure della nuova formazione targata Vendola – Landini da testare a primavera: “Con doverosa franchezza, diciamo a Giovanni Toti e alla dirigenza nazionale di Forza Italia di smetterla con inutili e provocatorie dichiarazioni e che la Puglia non è solo un luogo di vacanze estive. E' una terra che merita rispetto e attenzione”, dichiarano compatti i parlamentari pugliesi. Gazebo o candidato ma il prima possibile, tengono la linea dei colleghi regionali: “Altrimenti, se continuiamo così, vorrà dire che qualcuno a Roma avrà deciso di usare le elezioni regionali per giocare sulla pelle del centrodestra pugliese”.

Alla finestra resterebbe Francesco Schittulli, insofferente all’impasse ma fermo sul no a consultazioni popolari fuori tempo massimo: “Il tempo è scaduto. E comunque si tratta di uno strumento che non garantisce l'espressione della volontà  popolare”, scandiva in una intervista tv il giorno dell’antivigilia di Natale, ricordando agli alleati di essere stato determinante nella vittoria alle scorse provinciali. Ed è assai poco probabile che i veglioni di San Silvestro possano riservare colpi di scena.

(a.bucci1@libero.it

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