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Regionali, impasse centrodestra. Schittulli aspetta, Ncd riflette

Bari – La calza del centrodestra per l’Epifania potrebbe contenere un po’ di carbone ma nessun nome per il candidato delle prossime regionali. Schittulli freme, i Fratelli d’Italia evocano l’ultima campanella, come a teatro, gli alfaniani riuniranno il coordinamento regionale venerdì per decidere sul da farsi.

Il cerino resta in mano ai forzisti di Raffaele Fitto, nelle prossime settimane alla prova del nove del Quirinale in piena contesa interna: l’ex Cavaliere punterebbe ad una nomination unica per i moderati e Ncd potrebbe acconsentire, pur di non finire schiacciato dal Patto del Nazareno. I voti dell’ex Ministro di Maglie pesano - tanto più se si aggiungono i delegati regionali - ma diventerebbero determinanti solo se ancorati alla sponda della minoranza democratica in parlamento. E nel segreto dell’urna equilibri e franchi tiratori rimangono ignoti e fluttuanti fino all’ultimo. Quel che è certo è che la partita rischia di non sbloccarsi prima dell’inizio di febbraio e il timore di lasciare a Michele Emiliano un altro mese di campagna elettorale senza competitor spaventa più di qualcuno.

Non a caso gli azzurri del Tacco non nascondono l’insofferenza: “Basta con inutili e provocatorie dichiarazioni, la Puglia non è solo un luogo di vacanze estive”, tuonavano giorni fa. E gli aspiranti consiglieri scalpitano: a Lecce vanno dagli uscenti Erio Congedo e Luigi Mazzei al Sindaco Perrone, passando per l’ex europarlamentare fittiano Baldassarre e l’ex rottamatrice Federica De Benedetto. Senza contare l’incognita Gabellone e l’Ncd Andrea Caroppo, la cui discesa in campo è certa. E se nella Bat sono pronti due pesi massimi come Nino Marmo e l’ex presidente della Provincia Ventola, ancora non ha sciolto la riserva il barlettano Giovanni Alfarano. Nel collegio del capoluogo esordirà, tra gli altri, il bitontino Damascelli, così come gli schittulliani di Davide Bellomo potrebbero ospitare Marcello Gemmato. Il tutto con innesti ad hoc dalla società civile ma va da sé che per dare il via al risiko delle liste serva la testa di serie e che, con il vento non proprio a favore, dovrà garantire sin dal principio un indiscutibile valore aggiunto.

Per uscire dalle secche, appunto. Non fosse altro dal momento che un papa straniero calato dalla Capitale solleverebbe del tutto Fitto dal ruolo di leader sul territorio e chiuderebbe a favore del direttivo romano il braccio di ferro. Diversamente, gazebo lanciati a fine febbraio parrebbero un trappolone per inchiodarlo del tutto all’eventuale sconfitta. Da Ncd lo hanno capito e il coordinatore Massimo Cassano cita sibillino una prossima riflessione di Area Popolare, creatura nata dall’abbraccio nazionale con lo scudocrociato Udc. A sua volta accasatasi - in Puglia - alla corte di Emiliano: un vicolo cieco destinato ad essere sbarrato dai vendoliani e dall’ala sinistra della coalizione, in caso di colpi di scena? Per ora si aspettano i Re Magi …

(a.bucci1@libero.it)                                                               

Foto: Ansa

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