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Rutigliano, Testecalde Divella, Peroni, S.Egidio

Non chiamatela solidarietà. Non che non lo sia, ma l’iniziativa, unica in Puglia, messa in campo dalla cooperativa sociale Dis-Abilità e lavoro, con il sostegno di Comunità Sant’Egidio, Francesco Divella e Birra Peroni è molto di più.

La spaghetteria-pizzeria - che si inaugura il 23 luglio prossimo alle 20 in via Noicattaro 205, nel cuore di Rutigliano, in provincia di Bari - è, infatti, per dieci ragazzi pugliesi diversamente abili, una occasione di riscatto, è la loro fiducia nel futuro, è una opportunità basata su salde fondamenta fatte di formazione, competenza e autostima. È la normalità, il progetto: di vita, di lavoro, di amicizia, di apprendimento, di scambio reciproco.

Loro, sono le “Testecalde”, dal nome del ristorante dove, affiancati da professionisti del settore, non serviranno semplicemente ai tavoli, ma proveranno a misurarsi con le parole chiave che hanno segnato il percorso formativo e gli stimoli ricevuti nei Centri diurni socio-educativi e riabilitativi “Nella Maione Divella”, ma anche negli stabilimenti produttivi della Peroni e della stessa Divella: emancipazione e autonomia con l’ingresso nel mondo del lavoro.

Una esperienza unica in Puglia, che vuole essere antesignana di altre iniziative analoghe. “Dalla riabilitazione all’occupazione, una bella scommessa. Grazie a questi ragazzi ho sempre imparato tanto. E sono loro a darmi sempre di più”, confida Francesco Divella che - contribuendo personalmente alla realizzazione e alla gestione quotidiana di due centri diurni di riabilitazione pe persone diversamente abili (Rutigliano e Bari), compreso un Circolo ippico e un Centro per le attività e le terapie assistite con gli animali - è accanto da anni a persone, soprattutto giovani e bambini, alle prese con diversi tipi di disabilità, a cominciare dalla sindrome di Down e con altre esigenze riabilitative derivanti, ad esempio, dalle patologie legate ad alcune malattie rare, al risveglio da un coma profondo oppure a cure chemioterapiche.

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Ragazzi alle prese, soprattutto e loro malgrado, con la difficoltà di dimostrare a se stessi e al mondo che ad essere un limite non è la diversità, né il quoziente intellettivo. È la stupidità, più pericolosa dell’ignoranza, a porre barriere dolorose. E cosa c’è di meglio che riprendere in mano il filo della propria esistenza attraverso il lavoro?

“Il lavoro è dignità, per tutti. Tanto più lo è per chi, per troppo tempo, è stato convinto, per via della propria condizione psico-fisica, di non poter essere utile né a se stesso, né agli altri”, spiega Luca Schiavone, direttore della cooperativa sociale Ruah e presidente della neo cooperativa che gestisce il "Testecalde" ed insieme agli altri partner ha costruito il progetto.

“Le esperienze fallimentari, caratterizzate da ingiustizie e discriminazioni, sono, purtroppo, per le persone disabili, un fatto quasi ineluttabile. Le conseguenze, facilmente prevedibili - aggiunge Schiavone - determinano un annichilimento delle proprie capacità, un ovvio vissuto depressivo ed un inevitabile decadimento dell’autostima. In quest'ottica abbiamo deciso di intraprendere una progettualità volta ad individuare e incrementare le abilità di base, strumentali e funzionali al corretto espletamento delle pratiche proprie della vita quotidiana e, allo stesso tempo, propedeutiche alla formazione lavorativa, in questo caso nel campo della ristorazione”.

Le attività di laboratorio sono state effettuate proprio nei centri diurni “Nella Maione Divella”. Per ora i giovani amici disabili – che adesso sanno tutto di manipolazione, somministrazione di bevande e alimenti, hanno imparato a gestire situazioni critiche e a trovare tempestivamente le soluzioni più idonee – sono dieci. Ma cresceranno.

Dieci “testecalde” che si accingono alla sfida. La scommessa è che la vinceranno. Anche perché a giudicare dalla forza di volontà, dall’umiltà e dalla tenacia con cui si sono messi in gioco, questi ragazzi hanno le “teste dure”. E il loro entusiasmo è virale.

(gelormini@affaritaliani.it)

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