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vendolagentile3Bari – La verifica complessiva è prevista per il 15 giugno prossimo ma i conti della Puglia sul Piano di Rientro della Sanità sembrano essere più che in ordine. È quanto emerge a margine del check in al Ministero della Salute sulla condizione finanziaria delle aziende sanitarie nel quarto trimestre 2012, in merito ai vincoli imposti da quello che il Governatore non aveva esitato a definire in conferenza stampa “una pistola puntata alla tempia” della Regione dal duo Fitto-Tremonti.
 
 
Tutti gli obiettivi economici previsti dalla road map, spiegano dalla Capitale, risulterebbero, ad oggi, completamente raggiunti con tanto di dieci milioni in meno sul deficit 2012 rispetto ai cinquantuno messi in previsione dall’ente di Via Capruzzi, dal quale già rilanciano chiedendo un nuovo programma operativo per poter mettere mano alle priorità dell’Emergenza-urgenza e dei laboratori di analisi. Ad accelerare era stata la stessa Elena Gentile, approdata alla Sanità dopo aver retto il Welfare nel secondo esecutivo Vendola, annunciando la deroga ottenuta per lo sblocco del turn over e l’assunzione di 1600 tra medici ed infermieri entro l’estate, nelle Asl del Tacco dello Stivale: 800 unità operative sin da subito, con particolare attenzione a Taranto e quasi la metà delle new entries, e poi un nuovo piano strategico da adottare a mani libere a giugno. E  proprio sulle deroghe c'è già il via libera definitivo, che consentirà l’avvio immediato delle procedure per il reclutamento a tempo indeterminato del personale necessario.
 
 
Intanto non si placano le polemiche sulle visite a sorpresa dell’assessore, l’ultima delle quali arriva da San Severo sui timori di declassamento dell’ospedale Masselli: la lady di ferro della Giunta bolla come “inspiegabili” le preoccupazioni sollevate dall’Amministrazione comunale a riguardo, “dal momento che il presidio cittadino è stato identificato dalla programmazione regionale, anche grazie all’apporto dei consiglieri regionali delle città, quale centro di riferimento dell’area dauna, cui è stato associato funzionalmente anche lo stabilimento di Lucera”, sgombra il campo, precisando che verrebbero assicurate tutte le discipline già esistenti, estendendo l’offerta anche al reparto di neonatologia in precedenza non previsto e ad attività di day surgery e day service di oculistica e urologia.
 
 
E se nel sabato prima di Pasqua la capatina in corsia era toccata anche al Policlinico barese, strascichi ha portato con sé l’intemerata inaugurale al Bonomo di Andria, non soltanto per le voci secondo le quali, dopo le ulteriori bacchettate a tema, il Dg Gorgoni avrebbe messo in conto anche le dimissioni dall’incarico. Ad insorgere è stato, a stretto giro di posta, il primo cittadino della città di Castel del Monte, Nicola Giorgino, che non ha perso tempo a dichiarare di sentirsi “preso in giro dal fatto che solo oggi qualcuno in Regione noti l’obsolescenza di alcuni macchinari o la pavimentazione rotta” e parlando di una Batdiscriminata senza ragioni apparenti” dal Governo regionale. “Le ispezioni non vogliono di certo risolvere problemi annosi e stratificati, ma vogliono essere uno stimolo alla responsabilizzazione del sistema sanitario tutto”, ha rassicurato la diretta interessata, ferma nel chiedere “a tutti, compreso al sindaco di Andria, il rispetto delle competenze e delle specificità”. Almeno fino al prossimo blitz.
 
(a.bucci1@libero.it)
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