Bari – Anche il centrodestra in tour negli ospedali pugliesi e guai a parlare di effetto domino con la trovata del neo assessore Gentile. La verifica complessiva sul Piano di Rientro è prevista per il 15 giugno prossimo ma l’exit strategy è già partita dopo l’incontro al Ministero dello scorso aprile sulla condizione finanziaria delle Asl nel quarto trimestre 2012, tanto che all’annunciato sblocco del turn over si dovrebbe aggiungere anche il nuovo piano strategico da adottare a mani libere, senza più i vincoli imposti. E l’opposizione non ha nessuna intenzione di lasciare le chiavi alla Lady di ferro della Giunta.
“Rilevo con soddisfazione che l’iniziativa messa in campo nei primi giorni del mio mandato risulta talmente convincente da aver indotto i rappresentanti del centrodestra a emularmi”, ha mandato a dire la diretta interessata, auspicando che l’iniziativa mantenga “lo spirito costruttivo cui è improntato il percorso che ho avviato” e non diventi “mera occasione di strumentalizzazione e di polemica”; chiosa per nulla lasciata intentata dal brindisino Maurizio Friolo che non ha esitato a bollare i blitz dell’ex titolare al Welfare come “finalizzati a incontri con alcuni consiglieri regionali di parte”. In compenso, a gettare acqua sul fuoco è stato il capogruppo Pdl Ignazio Zullo: nessuna contrapposizione, ha garantito, ma piena volontà di partecipare attivamente al documento di indirizzo economico e funzionale, che pure è di assoluta competenza della Giunta, passando attraverso una fase di ascolto di medici, aziende sanitarie e operatori coinvolti. “La salute non ha colore politico”, rassicura il successore di Rocco Palese alla guida degli azzurri di Via Capruzzi, nonostante nelle argomentazioni non manchino le critiche ad un sistema, secondo le accuse, in progressivo decadimento in termini di efficienza e qualità dei servizi e delle prestazioni nel pubblico, citando condizioni di Igiene e Sicurezza del lavoro al limite dell’accettabile e un’attenzione “rigidamente ferrea del risparmio con forte riduzione dei Livelli Essenziali di Assistenza e ad un’altissima conflittualità con operatori e fornitori”.
Prima tappa il Miulli di Acquaviva: la situazione di crisi economico-finanziaria dell’Ente ha spinto, infatti, pochi giorni fa, le sigle sindacali a scrivere al Governatore Vendola per scongiurare il fallimento, dopo la scelta della governance di tagliare il 20% degli emolumenti percepiti dai lavoratori. “Per salvare il Miulli non ci sono alternative”, ha provato a dettare la linea l’ex assessore Fabiano Amati: “Aumentare da subito il tetto di spesa riconosciuto, altrimenti tra qualche giorno i pazienti rischiano di essere mandati indietro, e programmare l’istituzione di una fondazione pubblico-privato” o lavorare all’ipotesi di acquisizione dell’ospedale da parte della Regione. “E in ambedue i casi c’è bisogno dell’aiuto del governo nazionale”, ha messo in chiaro.
Già in programma per giovedì 16 l’incontro dell’opposizione con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), la visita al “Cardinale Panico” di Tricase, il giorno seguente, e alla Casa Sollievo della Sofferenza, martedì 21 maggio.
