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Sanzioni UE, bufera su Vendola Hahn precisa: 'Riguarda 2000-2006'

di Antonio V. Gelormini

Convulso e aspro il serrato succedersi di accuse, dichiarazioni, rettifiche, precisazioni e commenti alla comunicazione giunta dal Tribunale dell'Unione Europea, che sanziona la Puglia - con un taglio di 80 milioni euro - per i controlli inefficienti sulle spese comunitarie.

Il fuoco di fila sul presidente della Regione, Nichi Vendola, è stato avviato dalla nota del consigliere regionale Peppino Longo (Udc), con un comunicato-denuncia: "La notizia che arriva dalla Corte europea è di quelle che mettono al tappeto e da cui sarà difficile rialzarsi. La conferma del taglio di 80 milioni di euro è una mazzata a cui nessuno mai avrebbe voluto assistere e che deve far riflettere moltissimo sulle colpe: perché perdere quei fondi non può e non deve passare sotto silenzio così come è giusto che chi ha commesso errori debba pagare".

"La Puglia - aggiunge Longo - perde una pioggia di finanziamenti che avrebbero potuto rilanciare la claudicante economia del territorio, un colpo da kappaò per il quale qualcuno deve assumersene le responsabilità. Sapere che la Corte europea ritiene che "le insufficienze constatate dalla Commissione rimettano in discussione l'efficacia dell'insieme del sistema di gestione e di controllo del Por Puglia e presentino un rischio rilevante di perdita del bilancio dell'Unione" non fa certo piacere. Adesso chi ci metterà una pezza a tutto questo? I pugliesi meritano di sapere davvero come sono andate le cose e, soprattutto, meritano di sapere di chi sono le colpe di questa brutta pagina gestionale".

Da qui una sorta di processo a catena, che ha visto trasmettere dalle agenzie una dopo l'altra le dichiarazioni - più o meno tutte sullo stesso tono - di numerosi consiglieri dell'opposizione, compreso il capogruppo di FI, Ignazio Zullo. A cui Vendola risponde con la diffusione di una nota ad hoc.

zullo gnazio
 

“È la prima volta che mi capita di essere d’accordo con il capogruppo in Regione Puglia di Forza Italia Ignazio Zullo - afferma Vendola -. La sentenza del Tribunale dell’Unione europea che conferma la sanzione alla Puglia per la parziale efficacia dei controlli della spesa comunitaria, è anche una condanna del malgoverno o del non governo. C’è soltanto un piccolo dettaglio che vorrei non sfuggisse a Zullo. Il malgoverno non è quello dell’amministrazione Vendola ma è quello dell’amministrazione precedente perché i mancati o inefficaci controlli di primo e secondo livello riguardano la spesa comunitaria nel settennio 2000/2006. Ripeto per Zullo: 2000/2006".

"Del resto sarebbe inspiegabile - continua Vendola -  la ragione per cui nel 2009 quando il governo Berlusconi e il ministro Fitto, insieme alla Regione Puglia, hanno fatto ricorso al Tribunale dell’Unione europea, dai lidi della destra non si levasse nessuna denuncia delle mie presunte inadempienze. Era fin troppo lunga la loro coda di paglia”.

Nel frattempo l'Ansa diramava l'intervento del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hahn - evidentemente sollecitato dagli uffici presidenziali della regione Puglia - attraverso il suo portavoce, Shirin Wheeler: "Questo caso che riguarda la Puglia, per la programmazione 2000-2006, è avvenuto in una Regione che ora vede una delle migliori performance nell'uso delle risorse Ue nell'Italia meridionale, e dove non abbiamo problemi particolari".

Parati in qualche modo gli attacchi, che comunque continuano a denunciare una sorta di imperizia della Regione, l'affondo di Nichi Vendola arriva in forma più articolata: “La sentenza del Tribunale dell’Unione Europea fotografa una situazione del passato, relativa al sistema dei controlli del POR Puglia 2000-2006, ereditata dalla precedente amministrazione, e che noi abbiamo tempestivamente affrontato e risolto”.

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Il commentato del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola fa perno sulla sentenza del Tribunale UE, che ha respinto il ricorso fatto dallo Stato italiano (con l’allora Ministro Fitto – IV Governo Berlusconi) e dalla Regione Puglia: contro il taglio di 80 milioni di euro al Fondo di sviluppo regionale per la Puglia, stabilito dalla Commissione europea nel 2009.

“Danni ai pugliesi non ce ne saranno - ha aggiunto Vendola - il taglio non comporta alcuna conseguenza sul piano contabile né per quanto riguarda i progetti finanziati a valere sul programma 2000-2006 né tantomeno su quello 2007-2013 perché il livello di rendicontazione era talmente superiore alla dotazione del Programma, che il taglio è stato assorbito senza conseguenze. Anzi, la Regione Puglia è una delle poche regioni italiane per le quali la Commissione europea ha approvato definitivamente e ufficialmente la rendicontazione finale del programma 2000-2006 a conferma del buon andamento del sistema di gestione e controllo”.

“Oggi  – conclude Vendola  – noi siamo la Regione che proprio per i controlli e per la gestione è considerata una delle più efficienti d’Europa. Abbiamo guardato esattamente a quella criticità, ereditata dall’amministrazione Fitto, e siamo intervenuti in via definitiva, così come puntualmente verificato dalla Commissione europea, nei controlli operati negli anni successivi e confermato anche dalla relazione 2013 al Parlamento Italiano della Corte dei Conti italiana sull’utilizzo dei fondi comunitari. Proprio per il grande sforzo posto in essere abbiamo ritenuto all’epoca, in accordo con lo Stato italiano,  di dover impugnare quella decisione e sebbene si tratti di una mera questione di principio valuteremo, sempre con lo Stato, la possibilità di ricorrere in appello”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

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