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474px Franco Loi

Il Salento, ieri, era appena terra e patria dei nativi, poco conosciuta di là dai confini geografici, oggi, invece, è anche terra di molti, giunti da lontano, di tanti che hanno scelto di visitarlo, apprezzandolo e innamorandosene immediatamente.

Insieme con i tesori della natura posti innanzi agli occhi di tutti, dal mare d’incanto agli innumerevoli monumenti, siti e angoli di fantastica bellezza, annovera anche altri, speciali aspetti di attrazione, magici, affascinanti, basta saperli cogliere e indugiarvi con gli occhi e la mente.

Fra essi restanti, si colloca il mirabile cielo che sovrasta le distese di terra rossa e i bianchi agglomerati di case: vuoi che si offra, nell’arco diurno, con il suo caratteristico azzurro intenso, voi che si affacci silente, nel suo manto blu scuro, punteggiato da infinite lanterne scintillanti.

Già, le notti salentine, rappresentano, da sole, uno spettacolo, anzi addirittura una sorta di palinsesto che trasmette,  di continuo, capolavori sotto forma di mute parole e pensieri sussurrati. Tale programmazione, ha il pregio di calare e infondere negli animi un’invisibile catena di comunicazione, che non solo penetra dentro, ma resta e mantiene tracce indelebili in seno ai rosari delle suggestioni e dei sentimenti individuali.

Sì, dunque, non sono un elemento qualsiasi o una parentesi comune, le notti di qui, bensì un mondo a se stante e aggiuntivo, che merita di essere vissuto e attraversato appassionatamente, con abbandono totale: senza accorgersene, ci si arricchisce della sua vicinanza.

Da queste parti, non vi sono ricchezze o risorse materiali in abbondanza, le infrastrutture appaiono carenti, le opportunità di lavoro scarse; tuttavia e per fortuna, intorno, v’è dovizia di angoli meravigliosi a portata di mano, di cui la gente del posto, potrà apparire strano, si nutre e idealmente si riempie, scorrono diffusi i buoni sentimenti, s’inanellano sogni a ritmo intenso, anch’essi tonificanti, intorno alle ore con le stelle.

800px Serrano piazza Lubelli


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Nel Salento, rappresenta, Serrano, una minuscola località di appena millequattrocento anime, un puntino situato nel triangolo pianeggiante fra Lecce, Maglie e Otranto, è frazione del comune di Carpignano Salentino e si trova immediatamente a margine dell’area nota come Grecìa Salentina.

Un paesello, un piccolo centro come molti, e però diventato unico ed eccezionale grazie a una manifestazione che vi si svolge d’estate, un avvenimento di carattere culturale, un premio letterario, che, in omaggio alla coltura agricola prevalente nel suo territorio e alle tradizioni popolari maggiormente radicate fra gli abitanti, a suo tempo è stato felicemente e appropriatamente intitolato “L’olio della poesia”.

La nota distintiva originale è che, materialmente e puntualmente, il premio consiste in un quintale di olio extra vergine di oliva, donato da una locale azienda consortile.

Il premio in questione, inaugurato nel 1996, ha progressivamente acquisito visibilità, risonanza e apprezzamento di livello crescente, sicché, oggi, può dirsi che, nel novero delle manifestazioni del genere, sia arrivato a varcare notevolmente i confini strettamente regionali e pure quelli nazionali, approdando fino al traguardo della cultura europea.

Di assoluto spessore le personalità cui, negli anni, è stato assegnato, basti ricordare  i nomi di Edoardo Sanguineti, Mario Luzi, Giovanni Raboni, Alda Merini, Nico Orengo, Arturo Morales, Valerio Magrelli, Adonis.


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Nella 18^ edizione, svoltasi giovedì 25 luglio 2013, come al solito nell’eccezionale cornice, un’autentica bomboniera, di Piazzetta Lubelli, il riconoscimento è andato al poeta Franco Loi, nato a Genova nel 1930 da padre sardo e madre di Parma, trasferitosi a Milano a sette anni, prima, da ragazzo e da giovane, operaio presso varie aziende e poi nella stazione ferroviaria di Milano smistamento, quindi, già ultra trentenne, studioso a tempo pieno e poeta in dialetto milanese.

Accanto a Loi, sono stati attribuiti riconoscimenti anche al noto cantante e musicista Roberto Vecchioni (premio Salento d’amare) e all’editore salentino Cosimo Lupo (premio millennium).

Infine, una targa alla memoria è stata dedicata a due preclari personaggi della cultura e della poesia nati nel Salento, Antonio Leonardo Verri e Gino Pisanò.

Una breve digressione personale: d’ora in avanti, perché non immaginare, in uno al premio “L’olio della poesia” e al “popolo della poesia”, anche “la stella della poesia”?.

di Rocco Boccadamo

 

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