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“La rappresentazione della realtà della salute, della malattia in Puglia ci dice che investire sul territorio, ridurre e qualificare la rete ospedaliera, implementare quei servizi che possono consentire di drenare tanta parte di domanda salute che inappropriatamente è finita negli ospedali,  produce effetti benefici”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo al Policlinico di Bari, insieme con l’assessore regionale alla Salute Elena Gentile, alla presentazione della Relazione sullo stato di salute della popolazione pugliese (2006/2011), redatta dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia e illustrata dal suo  Direttore scientifico Cinzia Germinario.

“Oggi i dati ci raccontano in maniera sorprendente e chiara - ha aggiunto Vendola - che se si organizza il sistema sanitario per poli di eccellenza e, attorno al sistema sanitario nel territorio, si distribuiscono luoghi capaci di offrire servizi che non contemplano il ricovero, otteniamo l’abbattimento della spesa e un miglioramento dell’offerta di salute”.

Per il Presidente “la scoperta, forse banale ma necessaria, è che la prevenzione porta salute e risparmi e che la qualificazione del territorio, per quanto riguarda la lotta contro la povertà e la deprivazione, porta salute”.

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“Credo che la cultura epidemiologica moderna, come quella che riusciamo a guadagnare qui in Puglia - ha detto Vendola - ci dica oggi che non bisogna concentrarsi sulla malattia, che va comunque curata. Piuttosto bisogna concentrarsi su ciò che diffusamente sul territorio può migliorare le condizioni di vita, produrre benessere ed evitare la malattia”.

Sulle basso tasso di natalità, Vendola ha sottolineato che questo dato riflette la paura e inquietudine che in questo momento attraversano la vita delle persone.

“Si tratta di un dato che riguarda globalmente tanta parte dell’Europa e dell’Occidente. È facile dire accogliamo la vita – ha spiegato il Presidente - è difficile pensare di accogliere la vita se attorno le condizioni di contesto sono quelle della paura, paura del presente e paura del futuro. E’ difficile accogliere la vita in una situazione in cui il rischio è quello dell’infarto del welfare, della perdita dei servizi, in una società in cui il lavoro è scarso, Per fare più figli, occorre avere la certezza che possano nascere in ambienti accoglienti”.

Per quanto riguarda poi la radiografia sugli stili di vita che per i pugliesi dovrebbero essere più corretti (i pugliesi sono i cittadini che fanno meno attività fisica, e hanno più obesità e più sovrappeso ndr), Vendola ha detto che questi indicatori, molto interessanti, “riguardano sia la cultura della nostra quotidianità sia l’organizzazione del lavoro medico. Penso che la lotta contro l’obesità  - ha aggiunto - va considerata sempre di più strategica perché non è solo un problema di salute oggi, è un gigantesco problema economico e sociale domani. E’ un problema che merita sia un cambiamento degli stili quotidiani di tutti sia una maggiore attenzione da parte dei medici”.

Vendola infine ha voluto sottolineare anche il dato negativo legato alla percentuale elevatissima di parti cesarei che fa della Puglia, la seconda regione d’Italia, dopo la Campania. “Il parto cesareo è una convenienza – ha detto Vendola – sia per l’organizzazione del lavoro dei medici sia per la remunerazione economica che questo lavoro comporta. Ma il problema è anche legato alla convivenza che si ha con la mitizzazione del dolore. Occorre fare una battaglia per tornare all’idea che il parto cesareo non è l’ordinarietà, ma l’eccezionalità”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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