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Quando si è deciso di candidare Taranto a capitale della cultura europea per il 2019, il sindaco di Bari Emiliano, che di questa proposta è uno degli alfieri, ha sottolineato come nella candidatura vi fosse rappresentata tutta la Puglia, con la sua cultura, con la sua storia, con le sue tradizioni, con i suoi monumenti, con il suo paesaggio, insomma  con la sua bellezza.

E' difficile, infatti immaginare una terra più versatile della Puglia per varietà e quantità di ricchezza,  di una storia che nasce nel mito, quello dell' Iliade per i popoli della Daunia, quello di Nettuno divinità marina, il cui figlio si narra essere stato fondatore di Taranto, fino ai nostri giorni, drammatici per tanti aspetti, ma che ancora  conservano, e possono sviluppare quella naturale antica bellezza.

Noi in questa bellezza  crediamo  e siamo orgogliosi della nostra cultura che, pur con accenti specifici, che sono solo di noi pugliesi, è la grande cultura del Mediterraneo,  ovvero del crocevia, il punto di incontro tra il nord dell'Europa ed il sud del mondo, tra la ricchezza e la povertà, ed ancora tra l'occidente e l'oriente, tra la Cristianità e l'Islam, tra le religioni monoteiste e  la laicità postmoderna.

Copertina gelormini

In questo quadro l'incontro che la biblioteca di Statte propone per il 19 giugno,  con l'aiuto di tanti, ma soprattutto impreziosita dalla presenza del vescovo di Taranto, Mons. Filippo Santoro, non è soltanto un ulteriore incontro con l'autore, teso a presentare un'opera letteraria, ma soprattutto è una tappa della "Carovana per la cultura", che rientra tra le iniziative per "Taranto Capitale della cultura", con l'idea precisa di favorire la nascita di un circuito culturale integrato che valorizzi al massimo  le risorse della nostra terra.

La Cattedrale di Troia, che nel medioevo fu una ambita sede vescovile, è uno scrigno d'arte. Per anni le banconote italiane hanno riportato in effige il suo Rosone, ma soprattutto papa Benedetto XVI dedicò al  suo straordinario ambone importanti riflessioni, nel corso di una lectio
magistralis
tenuta in Canada.e poi in giro per il mondo.

Ma ecco di seguito come descrive il volume Giovanni Aquilino, conosciuto a Taranto soprattutto per essere stato dirigente dei servizi sociali e che sarà tra i relatori della serata: “Episcopius troianus – Il taccuino di Troia”, Gelsorosso Editore Bari, 2012 è l’opera prima di Antonio V. Gelormini, esperto operatore turistico con trascorsi di rilievo in prestigiose Holding internazionali del settore, oggi anche pubblicista e responsabile della pagina pugliese del giornale web più letto dai “naviganti” italiani: “Affaritaliani.it”.

L’agile e raffinato volumetto “racconta il Palazzo Vescovile di Troia, nella percezione stessa di soggetto episcopale, attraverso le sue vicissitudini e quelle dei Vescovi che l’hanno abitato”, ma è anche molto di più.

La pubblicazione, infatti, se da un lato può essere considerata come una guida puntuale e completa di quanto di artistico e di culturalmente considerevole raccolgono e conservano le antiche sale dell’Episcopio troiano, dall’altro è un’opera letteraria in senso stretto.

santoro

Insomma, la pubblicazione rappresenta nel suo specifico una vera novità. Attraverso un artificio letterario, un racconto breve (un classico letterario tornato prepotentemente di moda), l’autore riesce a descrivere ed elencare le opere d’arte e il valore architettonico e storico del monumentale Palazzo d’impronta vanvitelliana.

In altre parole, una guida che intriga il lettore-visitatore attraverso il dipanarsi di una trama di fantasia, sostenuta da solidi riferimenti storici, che espone, con dovizia di particolari, le bellezze che esso conserva e le evoluzioni architettoniche intervenute nel corso dei secoli. Gelormini ha saputo condensare in questo testo tutte le informazioni che un visitatore dovrebbe sapere, intessendole con una cifra emotiva efficace e coinvolgente.

Lo stile letterario di Antonio V. Gelormini è piacevole e modernissimo. Il testo, in alcuni tratti, sembra una sorta di ipertesto con tantissime informazioni di connessione (link), che rinviano a molte altre suggestioni e conoscenze storico-artistiche, utili a contestualizzare le opere ed i personaggi nei rispettivi periodi storici.

Statte invito
BiblioStatte

Tuttavia il racconto-viaggio di Kaspar jr. Van Wittel, così si chiama il “novello Virgilio” protagonista della storia, si svolge seguendo una sintassi familiare, una forma di “cunto” dei giorni nostri, ricco di incisi e sottintesi, che vanno ben oltre le pagine del racconto-guida.

Credo che Antonio V. Gelormini con questo volume, curato in ogni particolare, edito dalla giovane Casa Editrice Gelsorosso, raffinato nella grafica, ed elegante nei retini e nelle illustrazioni, potrebbe aprire un genere del tutto particolare: quello dei racconti brevi, che guidano alla scoperta di un monumento.

In conclusione, il libro di Antonio V. Gelormini arricchisce, senza dubbio, il corredo di pubblicazioni di livello, che parlano del  patrimonio culturale storico ed artistico del Distretto Culturale Daunia Vetus. L’auspicio è che sia solo l’inizio di una lunga serie di pubblicazioni, che possano viaggiare oltre i confini dell’interesse locale, per giungere all’attenzione di visitatori e appassionati in cerca di cose belle, rare e poco conosciute. Non a caso si sostiene, e non possiamo che dirci d’accordo, che è sempre la buona letteratura a fare la mitologa dei luoghi.

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