L’agguato allo svincolo di Palagiano (Taranto) sulla statale Taranto – Reggio Calabria. La Matiz rossa, guidata da Carla Maria Fornari (30 anni) è stata affiancata e crivellata di colpi. Una scena in notturna, degna della sequenza tra le più cruente del Padrino.
Al suo fianco il compagno Cosimo Orlando, un pregiudicato in stato di semilibertà di 43 anni, con in braccio il figlio della donna di tre anni. Le raffiche inclementi e di freddissima precisione hanno fatto strage dei tre – senza alcuna pietà nemmeno per il bambino – ma hanno risparmiato gli altri due figli del pregiudicato, di 6 e 7 anni, seduti sul sedile posteriore.
Verosimile che i killer abbiano voluto saldare un conto di antica data. Vendetta e affari. Certo, la caratura criminale di Orlando c’entra, per i precedenti penali rilevanti, ma la dinamica dell’esecuzione farebbe presumere che l’obiettivo principale fossero la sua compagna e proprio il bambino di tre anni: la donna era la moglie di Domenico Petruzzelli e il bambino morto il figlio della coppia. Petruzzelli era stato ammazzato a Palagiano il 9 maggio del 2011 in un duplice omicidio per motivi di droga.
Il nuovo capitolo dell’interminabile guerra di mafia, che sfocia in faide e spargimenti di sangue, ora è al vaglio degli inquirenti. Unici testimoni, frastornati, inebetiti e al momento senza voce, restano i due ragazzi rimasti illesi sul sedile posteriore dell’auto.
(gelormini@affaritaliani.it)

