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PugliaItalia

“Gravi ed incomprensibili le resistenze del Ministero dell’Ambiente alla mia richiesta di accesso agli atti sul gasdotto TAP. Prima mi viene sottolineata la “mancanza di interesse diretto” poi addirittura più volte chiesto "cosa mai ci dovrete fare?” Sono preoccupato, così si ledono le prerogative parlamentari”.  È l'allarme lanciato in una lettera al Presidente del Senato Pietro Grasso, dal senatore Dario Stefàno, in cui ricostruisce i dettagli del tentativo, sinora andato a vuoto, di avere accesso agli atti relativi alla realizzazione del gasdotto Tap in Puglia.


“Il parere VIA nazionale espresso – spiega Stefàno- anticipato con nota stampa il 29 agosto e utilizzato dal presidente Renzi per annunciare lo stesso giorno il via libera al gasdotto, trasformando una valutazione tecnica in un provvedimento politico, ancora oggi non è ufficialmente disponibile. Il sito del Ministero dell'Ambiente non riporta informazioni esaurienti”.

tap
 

 

“Ho chiesto più volte agli uffici ministeriali di consultare la documentazione relativa. Di fronte all’iniziale obiezione di una "mancanza di interesse diretto" alla mia richiesta, ho dovuto far predisporre un'ulteriore nota, ai sensi della legge 241/1990, facendo presente il mio status di Senatore della Repubblica Italiana, eletto nella Circoscrizione elettorale ben definita quale è appunto la Puglia e di avere dunque, ipso facto, un interesse diretto. Mentre andava a vuoto l'ennesimo tentativo di essere aggiornato sulla mia richiesta, abbiamo più volte registrato il ripetersi da parte del dipendente del Ministero di una domanda alquanto preoccupante: "cosa mai ci dovrete fare?".

 

"Mi rivolgo a Lei, Presidente - conclude Stefàno - perché sono in gioco l'essenza e la ragione stessa dell'essere eletti rappresentanti di una comunità, di fronte a quello che sembra un tentativo di diminutio delle prerogative parlamentari".

 

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stefànotapministero ambienteparlamentariprerogative
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