La proposta di candidare Taranto a Capitale della cultura europea ha suscitato più perplessità e polemiche che consensi, per due ordini di ragioni: la prima relativa allo stato della cultura nella città di Taranto, che  sfiducia molti rispetto alla credibilità della candidatura, la seconda per una strana forma di campanilismo che si esprime nella diffidenza nel sostegno altrui (nel caso specifico quello del sindaco di Bari).

"Timeo danaos et dona ferentes" sembrano ripetere i nostri concittadini con l'antico vate. Temo che questo scetticismo  possa raggiungere il suo scopo, determinando anche in chi vorrebbe operare, un senso di frustrazione, che potrà produrre solo un nulla di fatto.

Peccato, perché questa sfida non consiste nel riconoscere a chi ha già raggiunto livelli eccelsi le sue qualità, ma nel proporre realtà che possono lavorare per qualificarsi e migliorare la propria immagine ed il livello culturale.

Città della cultura - parafrasando un noto proverbio - non si nasce, ma si diventa. Questa, per una città che negli ultimi 120 anni ha conosciuto solo monoculture industriali, prima quella dell'Arsenale poi la siderurgia, costituisce l'occasione per intraprendere un percorso diverso.

Sarò tardo, ma continuo a non capire perché mentre si continua a chiacchierare intorno al superamento dell' ILVA, come base sociale e materiale della città, si rifiutino le occasioni per intraprendere in concreto un percorso diverso.

Taranto prv

La proposta di candidare Taranto a Capitale della cultura europea ha suscitato più perplessità e polemiche che consensi, per due ordini di ragioni: la prima relativa allo stato della cultura nella città di Taranto, che  sfiducia molti rispetto alla credibilità della candidatura, la seconda per una strana forma di campanilismo che si esprime nella diffidenza nel sostegno altrui (nel caso specifico quello del sindaco di Bari).

"Timeo danaos et dona ferentes" sembrano ripetere i nostri concittadini con l'antico vate. Temo che questo scetticismo  possa raggiungere il suo scopo, determinando anche in chi vorrebbe operare, un senso di frustrazione, che potrà produrre solo un nulla di fatto.

Peccato, perché questa sfida non consiste nel riconoscere a chi ha già raggiunto livelli eccelsi le sue qualità, ma nel proporre realtà che possono lavorare per qualificarsi e migliorare la propria immagine ed il livello culturale.

Città della cultura - parafrasando un noto proverbio - non si nasce, ma si diventa. Questa, per una città che negli ultimi 120 anni ha conosciuto solo monoculture industriali, prima quella dell'Arsenale poi la siderurgia, costituisce l'occasione per intraprendere un percorso diverso.

Sarò tardo, ma continuo a non capire perché mentre si continua a chiacchierare intorno al superamento dell' ILVA, come base sociale e materiale della città, si rifiutino le occasioni per intraprendere in concreto un percorso diverso.

Taranto prv

La proposta di candidare Taranto a Capitale della cultura europea ha suscitato più perplessità e polemiche che consensi, per due ordini di ragioni: la prima relativa allo stato della cultura nella città di Taranto, che  sfiducia molti rispetto alla credibilità della candidatura, la seconda per una strana forma di campanilismo che si esprime nella diffidenza nel sostegno altrui (nel caso specifico quello del sindaco di Bari).

"Timeo danaos et dona ferentes" sembrano ripetere i nostri concittadini con l'antico vate. Temo che questo scetticismo  possa raggiungere il suo scopo, determinando anche in chi vorrebbe operare, un senso di frustrazione, che potrà produrre solo un nulla di fatto.

Peccato, perché questa sfida non consiste nel riconoscere a chi ha già raggiunto livelli eccelsi le sue qualità, ma nel proporre realtà che possono lavorare per qualificarsi e migliorare la propria immagine ed il livello culturale.

Città della cultura - parafrasando un noto proverbio - non si nasce, ma si diventa. Questa, per una città che negli ultimi 120 anni ha conosciuto solo monoculture industriali, prima quella dell'Arsenale poi la siderurgia, costituisce l'occasione per intraprendere un percorso diverso.

Sarò tardo, ma continuo a non capire perché mentre si continua a chiacchierare intorno al superamento dell' ILVA, come base sociale e materiale della città, si rifiutino le occasioni per intraprendere in concreto un percorso diverso.

Taranto prv
A- A+
PugliaItalia
TARANTO3

La proposta di candidare Taranto a Capitale della cultura europea ha suscitato più perplessità e polemiche che consensi, per due ordini di ragioni: la prima relativa allo stato della cultura nella città di Taranto, che  sfiducia molti rispetto alla credibilità della candidatura, la seconda per una strana forma di campanilismo che si esprime nella diffidenza nel sostegno altrui (nel caso specifico quello del sindaco di Bari).

"Timeo danaos et dona ferentes" sembrano ripetere i nostri concittadini con l'antico vate. Temo che questo scetticismo  possa raggiungere il suo scopo, determinando anche in chi vorrebbe operare, un senso di frustrazione, che potrà produrre solo un nulla di fatto.

Peccato, perché questa sfida non consiste nel riconoscere a chi ha già raggiunto livelli eccelsi le sue qualità, ma nel proporre realtà che possono lavorare per qualificarsi e migliorare la propria immagine ed il livello culturale.

Città della cultura - parafrasando un noto proverbio - non si nasce, ma si diventa. Questa, per una città che negli ultimi 120 anni ha conosciuto solo monoculture industriali, prima quella dell'Arsenale poi la siderurgia, costituisce l'occasione per intraprendere un percorso diverso.

Sarò tardo, ma continuo a non capire perché mentre si continua a chiacchierare intorno al superamento dell' ILVA, come base sociale e materiale della città, si rifiutino le occasioni per intraprendere in concreto un percorso diverso.

Taranto prv

Accettare questa sfida, ma accettarla davvero, male che vada, anche se la nostra città non dovesse risultare vincente nella selezione avrebbe l'effetto positivo di aver spinto in molti a pensare ed ad operare per una città diversa.

Detto questo, ritengo che vi siano ragioni sufficienti, nella nostra cultura e nelle tradizioni, per rendere credibile la candidatura. Una città che si promuove come capitale della cultura europea deve avere alcune caratteristiche, che le permettano di essere un punto di riferimento culturale non solo per se stessa, ma anche per i Paesi che fanno parte della comunità europea.

Taranto MuseoArch

Deve saper creare intorno ad esse eventi che valorizzino e pongano l'accento su questi aspetti. Pertanto, i livelli di operatività per intraprendere il percorso sono almeno due: uno squisitamente amministrativo, che coinvolga  gli enti operanti a tutti i livelli sul territorio, dalla città di Taranto, agli altri capoluoghi disponibili, al coinvolgimento - in un'ottica territorialmente larga - della Provincia, della Regione Puglia, della Marina Mercantile etc. A questi va assegnato il compito di rendere plausibile l'iniziativa e dotarla delle disponibilità finanziaria e logistiche necessarie. La seconda è una struttura culturale, per l’elaborazione del progetto che occorre presentare.

Ora Taranto possiede molte caratteristiche che possono servire a dar vita ad una programmazione culturale internazionale. Vediamone alcune:

1. Taranto città della magna Grecia. Qui come è noto esiste una Fondazione che purtroppo conduce una  vita piuttosto grama: un convegno annuale che si tramanda da oltre mezzo secolo, ma che continua ad essere rivolto soprattutto - se non esclusivamente – agli specialisti della materia, e un museo, importante per la ricchezza dei materiali che custodisce, ma da una vita caratterizzata  da alterne vicende. Tuttavia su questo sostrato non sarebbe difficile immaginare una iniziativa che, mettendo in rete le numerose risorse del nostro territorio, offra uno spaccato di quella che è stata nell'antichità la prima, e forse la più importante base comune della cultura europea.

2. L'esistenza a Taranto - ma anche in tutta la Puglia - di importanti tradizioni religiose e culturali legate alla Settimana Santa. Queste tradizioni sono radicate nell'intero bacino del Mediterraneo, in

Taranto   venerdì santo   i perdune 02   autore Solito

particolare sia da noi che nella penisola Iberica, come non manca mai di rammentarci Gigi Montenegro, che  da anni dedica studi e fatiche a questo tema, e costituiscono uno dei sostrati fondanti della cultura giudaico-cristiana.

3. Il tema della bellezza, di cui la nostra terra è circondata  che non è solo legata alla presenza di un paesaggio da tutelare (tema Costituzionale) o delle opere d'arte  presenti nel territorio, è un
tema di filosofia , soprattutto di etica di modalità di vivere in una società complessa. Tempo  fa mi fu proposta la realizzazione di un festival dedicato alla Bellezza, nei suoi aspetti più vari.

Insomma esiste un terreno facilmente individuabile su cui costruire la candidatura del nostro territorio, con al centro Taranto. Non c'è molto da inventare, ma occorre fare presto perché a fine estate - e d'estate non si riesce a lavorare molto - occorrerà avere dei progetti ben definiti.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
tarantoemilianocapitaleculturaeuropa
i blog di affari
Attenzione: Fisco sospeso solo a metà
LIBRI/ Il Grand Tour di Stefano Veraldi, dermatologo vagabondo
Di Ernesto Vergani
Vaccini obbligatori ai bambini, che cosa fare quando l'ex coniuge si oppone
di Avv. Maria Grazia Persico*
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.