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“Caro Ministro, vorrei chiederLe l'inserimento della Puglia nel percorso della Via Francigena validato dal Ministero (cosiddetta "Via Francigena del Sud"), recependo il tracciato ufficiale approvato dalla mia Giunta, e contestualmente desidero pregarLa di accettare la nostra candidatura a far parte delle progettualità nazionali che verranno intraprese lungo l'importante Itinerario Culturale Europeo. La Via Francigena del Sud rappresenta infatti, per il percorso euro mediterraneo e per la sua storia, un tratto imprescindibile, in quanto attraversato da papi e imperatori, crociati e paladini, eserciti e mercanti lungo le antiche vie consolari romane dell'Appia e dell'Appia Traiana, passando per il Santuario micaelita di Monte Sant'Angelo, fino ai porti di Brindisi e Otranto”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola nella lettera che ha scritto al Ministro per i Beni e Attività culturali Massimo Bray, per chiedere l’inserimento della Puglia nel percorso della Via Francigena nel Sud.

Bray Masimo3

“Appresa la volontà del Ministero della Coesione Territoriale di assegnare risorse comunitarie ad oggi non utilizzate dalle Regioni  a "nuove azioni" di interesse nazionale – continua Vendola - desideriamo avanzare la richiesta della Regione Puglia di  aderire all’annunciato  Master Plan nazionale relativo al Grande Itinerario Culturale Europeo della Via Francigena. Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di venire a conoscenza di una lettera in tal senso della on. Sottosegretaria Ilaria Borletti Buitoni che, in virtù delle nuove competenze in materia di Turismo affidate al MiBAC, riferisce dell'attribuzione di una fondamentale rilevanza strategica all'Itinerario in questione. Tale lettera è stata indirizzata ai Presidenti delle Regioni Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio, territori attraversati dal cosiddetto "Itinerario di Sigerico", riconosciuto dal Consiglio d'Europa sin dal  1994 e recepito dall’Italia soltanto nel 2009, a seguito di un lavoro di istruttoria svolto dalla "Consulta Nazionale degli Itinerari Storici, Culturali e Religiosi".

Vendola Cisl

Vendola sottolinea nella lettera come “in questi ultimi anni la Regione Puglia - forte della propria storia millenaria - abbia intensamente lavorato per essere parte di questo autorevole Itinerario europeo, aprendo un tavolo di concertazione con i territori e gli Enti di ricerca finché, nel 2011, è entrata a far parte dell'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), "reseau porteur" del Consiglio d'Europa. E come per questa via, sia giunta ad aprire un confronto con l'Istituto Europeo degli Itinerari Culturali di Lussemburgo (l'Agenzia strumentale del Consiglio d'Europa che valida i tracciati), iniziando ad istruire le procedure di riconoscimento ufficiale”.

 

“Con deliberazione di Giunta regionale 1 luglio 2013, n.1174  - continua il Presidente - la Puglia ha approvato un proprio tracciato ufficiale con l'intento di consegnarlo all'Agenzia. Un tracciato elaborato sulla base degli studi effettuati presso le Università pugliesi, validato e georiferito da esperti camminatori, nonché supportato dalla stessa AEVF in collaborazione con Civita. Nel contempo va anche ricordato che, con atto di Giunta n. 643 del 5 aprile 2011, si è approvata la progettualità per la partecipazione della Regione Puglia alla realizzazione dei "Progetti di Eccellenza" predisposti al tempo dal Dipartimento del Turismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, destinando 3.327.544,70 euro alla "Valorizzazione integrata delle eccellenze di carattere culturale, religioso, paesaggistico ed enogastronomico lungo la via Francigena": un progetto volto anzitutto alla infrastrutturazione leggera nel primo tratto dell'Appennino Dauno, quale progetto pilota per sviluppare modelli regionali di implementazione dell'antica Via secondo i dettami del Consiglio d'Europa”.

Ilaria Borletti Buitoni

“Un eventuale "Action Plan" nazionale che intenda rafforzare la coesione territoriale e potenziare l'attrattività turistica del nostro Paese in una chiave europea – conclude Vendola -  non può fare a meno di coinvolgere le aree del Paese che,  oltre ad aver svolto importanti passi in questa direzione, rappresentano un crocevia di culture, un ponte verso il Mediterraneo e Gerusalemme, con importanti risvolti non soltanto economici ma anche sociali, interculturali e interreligiosi, svolgendo una fondamentale funzione di dialogo con terre oggi attraversate da conflitti, secondo una visione ampiamente condivisa e incoraggiata dal Consiglio d'Europa proprio e anche attraverso il Programma degli "Itinerari Culturali”.

                  

 

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