Una fumata bianca, un nome difficile da pronunciare e una frase destinata a diventare immortale. Il 16 ottobre 1978, in piazza San Pietro, comincia l’era di Giovanni Paolo II.
Sono le 18.18 quando dal comignolo della Cappella Sistina si alza la fumata bianca. La folla accorre in piazza San Pietro. Dopo la morte improvvisa di Giovanni Paolo I, il Papa del sorriso scomparso dopo appena 33 giorni di pontificato, la Chiesa ha scelto il suo nuovo pontefice. Ma nessuno, o quasi, immagina la sorpresa.
Alle 18.45 il cardinale Pericle Felici pronuncia il tradizionale Habemus Papam. Il nome è quello di Karol Wojtyła, arcivescovo di Cracovia, 58 anni, polacco. Per la prima volta dopo 456 anni il soglio di Pietro non è occupato da un italiano. L’ultimo straniero era stato Adriano VI, eletto nel 1522.
«Se sbaglio mi corrigerete»
Alle 19.15 il nuovo Papa compare dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro. E rompe immediatamente il protocollo. Invece di limitarsi alla benedizione, parla alla folla in italiano, con un accento straniero e una spontaneità che conquista la piazza.
«Se mi sbaglio, mi corrigerete», dice sorridendo. Una frase grammaticalmente imperfetta che diventa perfetta per entrare nella storia.
Un pontificato lungo 27 anni
Giovanni Paolo II guiderà la Chiesa fino al 2 aprile 2005, attraversando la Guerra fredda, la caduta del Muro di Berlino e profondi cambiamenti internazionali. Roma diventerà il palcoscenico di un pontificato fatto di grandi folle, viaggi, incontri e momenti drammatici, come l’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro.
Quel 16 ottobre, però, tutto comincia con un nome che i romani faticano persino a pronunciare. La città aspettava un Papa. Si ritrovò davanti un protagonista del Novecento.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


