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19 ottobre 2007 – La Fontana di Trevi si tinge di rosso. Arte futurista o vandalismo?

Il 19 ottobre 2007 Graziano Cecchini colora di rosso l’acqua della Fontana di Trevi con un’azione rivendicata come performance futurista. Le immagini fanno il giro del mondo, alimentando un acceso confronto tra provocazione artistica e vandalismo. Dieci anni dopo, nel 2017, Cecchini ripete il gesto.

19 ottobre 2007 – La Fontana di Trevi si tinge di rosso. Arte futurista o vandalismo?

Un secchio di colorante trasforma il monumento più famoso di Roma in una gigantesca vasca color sangue. L’autore è Graziano Cecchini, provocatore futurista che scatena uno scandalo internazionale. E dieci anni dopo, non pago, concede il bis.

Il 19 ottobre 2007 Roma si sveglia con la solita Fontana di Trevi e si ritrova, nel pomeriggio, con una versione decisamente meno rassicurante del capolavoro barocco. L’acqua cristallina diventa improvvisamente rossa, di un rosso intenso, quasi cinematografico. Altro che La dolce vita di Fellini: questa volta la fontana sembra uscita da un film di Dario Argento.

Sono circa le 16.30 quando un uomo si avvicina al monumento progettato da Nicola Salvi, rovescia nella vasca un contenitore di liquido colorante e si dilegua tra i turisti. Bastano pochi istanti perché l’acqua cambi completamente aspetto. Macchine fotografiche impazzite, passanti increduli e vigili urbani chiamati a gestire un’emergenza decisamente fuori programma.

Il gesto viene rivendicato dalla sigla Ftm Azione Futurista 2007. Dietro l’operazione c’è Graziano Cecchini, provocatore romano che si richiama all’avanguardia futurista e che soltanto nei giorni successivi ammetterà pubblicamente di essere l’autore del blitz.

Dal futurismo allo scandalo internazionale

Cecchini rivendica il valore artistico e provocatorio della sua iniziativa. Il rosso vuole scuotere una città che considera culturalmente addormentata, trasformando uno dei suoi simboli più conosciuti in un manifesto vivente. Ma la provocazione divide immediatamente l’opinione pubblica. Per alcuni è una spettacolare performance artistica, per altri un gesto vandalico contro un monumento di valore inestimabile. La discussione investe anche la natura del colorante e i possibili danni alla fontana.

L’immagine dell’acqua rossa fa il giro del mondo. Un risultato mediatico che probabilmente supera qualsiasi aspettativa dello stesso autore: Roma, per una volta, non conquista le prime pagine per il traffico o la politica, ma per una fontana trasformata in una gigantesca installazione contemporanea.

Dieci anni dopo, il bis

La storia non finisce nel 2007. Il 26 ottobre 2017, esattamente dieci anni dopo, Cecchini torna alla Fontana di Trevi e ripete la provocazione, versando nuovamente colorante rosso nella vasca. Questa volta viene fermato dagli agenti della Polizia Locale. Il dibattito si riaccende: arte o teppismo? Libertà espressiva o sfregio al patrimonio culturale? Resta un’immagine diventata parte della memoria contemporanea della Capitale: quella della Fontana di Trevi che, per qualche ora, abbandona l’azzurro delle cartoline e si veste di rosso. Perché a Roma anche una fontana, ogni tanto, decide di fare la rivoluzione.

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