Uno dei volti più amati del cinema italiano, da un provino improvvisato all’Oscar di Sciuscià
Il cinema italiano gli deve moltissimo, ma tutto cominciò con una piccola bugia. Franco Interlenghi, nato a Roma il 29 ottobre 1931, non aveva studiato recitazione, non frequentava accademie e non sognava Hollywood. Era semplicemente un ragazzino romano che giocava per strada. Poi incontrò Vittorio De Sica, raccontò una frottola e si ritrovò protagonista di uno dei capolavori del Neorealismo.
Una carriera iniziata quasi per caso, proprio come accadeva nei film di quell’Italia che cercava di rialzarsi dalle macerie della guerra.
Il provino con De Sica e quella bugia fortunata
La storia sembra scritta apposta per il cinema. Nell’estate del 1945 Interlenghi viveva in via Palestro, vicino a via XX Settembre. Un vicino di casa gli suggerì di presentarsi in via Po, dove De Sica cercava ragazzi per un nuovo film.

La fila degli aspiranti attori arrivava fino a piazza Fiume. Quando finalmente toccò a lui, il regista gli domandò se sapesse fare a pugni. Franco rispose sinceramente di no e venne immediatamente scartato. Ma il ragazzino aveva già imparato una lezione fondamentale: qualche volta, per entrare nel cinema, bisogna saper recitare anche fuori dal set. Si rimise in fila e, quando De Sica ripeté la domanda, raccontò di fare a pugni con il fratello, con gli amici e persino di allenarsi nella boxe. Il regista, convinto, ordinò di prendere il suo numero di telefono. Una seconda possibilità, una bugia innocente e una carriera straordinaria. A volte, per diventare immortali, basta non accettare il primo rifiuto.
Era nato il protagonista di Sciuscià, il film del 1946 che avrebbe conquistato un Oscar onorario e portato il Neorealismo italiano alla ribalta internazionale.
Da Fellini a Hollywood, il ragazzo con la faccia pulita
Il successo spalancò a Interlenghi le porte del grande cinema. Lavorò con Antonioni, Rossellini, Monicelli e Visconti, diventando uno degli interpreti più richiesti della sua generazione. Nel 1953 Federico Fellini gli affidò il ruolo di Moraldo ne I vitelloni: il giovane inquieto che trova il coraggio di abbandonare la provincia mentre gli amici rimangono prigionieri delle proprie illusioni. Arrivarono anche le produzioni internazionali, accanto a star come Ava Gardner, Humphrey Bogart e Brigitte Bardot. Ma quella bellezza malinconica, perfetta per raccontare l’innocenza del dopoguerra, finì talvolta per imprigionarlo nel ruolo dell’eterno bravo ragazzo.
Antonella Lualdi, l’amore e il ritorno a Roma
Sul set di Canzoni, canzoni, canzoni incontrò Antonella Lualdi, che sposò nel 1955. Un’unione attraversata anche da una lunga separazione, prima del riavvicinamento. Dal matrimonio nacquero due figlie, Stella e Antonellina, entrambe attrici.
Interlenghi continuò a lavorare tra cinema, teatro e televisione, comparendo anche in Romanzo criminale di Michele Placido. Morì il 10 settembre 2015 nella sua casa romana nei pressi di Ponte Milvio.
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