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4 agosto 2012 – Moriva Renato Nicolini, l’uomo che ha insegnato ai Romani cosa vuol dire “estate”

Architetto, intellettuale e assessore alla Cultura, trasformò piazze, monumenti e periferie in palcoscenici. Con la sua Estate Romana fece uscire la cultura dai salotti e restituì la città a chi restava nella Capitale.

4 agosto 2012 – Moriva Renato Nicolini, l’uomo che ha insegnato ai Romani cosa vuol dire “estate”

Renato Nicolini fu l’assessore che ebbe un’intuizione apparentemente semplice e, proprio per questo, rivoluzionaria: una città non deve andare in vacanza. Soprattutto la cultura non può chiudere per ferie, abbassare le serrande e lasciare le strade a chi non ha abbastanza denaro per partire. Architetto, intellettuale e uomo politico, Nicolini fu assessore alla Cultura nelle giunte capitoline guidate da Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli e Ugo Vetere. Il suo nome resta legato soprattutto all’Estate Romana, nata nel 1977 e destinata a cambiare profondamente il rapporto tra Roma e i suoi cittadini.

Il cinema entra nella città antica

Il simbolo di quella stagione furono le proiezioni cinematografiche nella Basilica di Massenzio. Il 25 agosto 1977 sullo schermo apparve “Senso” di Luchino Visconti, seguito dalla saga del “Pianeta delle scimmie”: cinema d’autore e spettacolo popolare, archeologia e fantascienza, cultura alta e intrattenimento senza più confini rigidi.

Era questa la forza dell’idea nicoliniana: usare Roma non soltanto come fondale da cartolina, ma come un immenso spazio scenico. Piazze, parchi, monumenti e periferie diventavano luoghi nei quali incontrarsi. La cultura usciva dai teatri e raggiungeva anche chi, nei mesi più caldi, rimaneva in città.

L’effimero che ha lasciato il segno

I suoi avversari parlarono di “politica dell’effimero”, contrapponendo gli spettacoli alle opere considerate concrete e durature. Ma quell’effimero si è dimostrato più resistente di molte costruzioni. Ha modificato le abitudini dei romani e ha generato un modello successivamente imitato da numerose città italiane.

Nicolini comprese che un concerto, un film visto sotto le stelle o una notte trascorsa in una piazza potevano essere strumenti di politica urbana. Non semplici occasioni di svago, ma modi per ricucire il centro con le periferie e restituire ai cittadini il piacere di abitare collettivamente Roma. Oggi l’Estate Romana esiste ancora, trasformata in una lunga successione di rassegne, bandi e cartelloni. Ma dietro ogni arena all’aperto continua ad affacciarsi la lezione di Nicolini: una città è davvero viva quando smette di essere soltanto osservata e torna a essere vissuta.