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A.A.A. infermieri cercasi: 268 assunzioni per tappare i buchi negli ospedali romani

268 posti sono un passo concreto. La sfida vera sarà far sì che i nuovi infermieri arrivino davvero nei reparti e, soprattutto, trovino le condizioni per restarci. A breve il concorso

A.A.A. infermieri cercasi: 268 assunzioni per tappare i buchi negli ospedali romani

Maxi concorso della Regione Lazio per nove aziende sanitarie. La fetta maggiore alla Asl Roma 2. Nel 2026 previste oltre 1.600 assunzioni, ma il personale resta il vero nodo della nuova sanità territoriale

Roma ha bisogno di infermieri e prova a correre ai ripari con un maxi concorso. La Regione Lazio ha avviato una procedura aggregata per 268 assunzioni a tempo pieno e indeterminato, destinate a nove tra Asl, policlinici e aziende ospedaliere della Capitale. Il bando è comparso sul Bollettino ufficiale del 22 settembre.

La mappa: 71 posti alla Asl Roma 2

La quota più alta andrà alla Asl Roma 2, con 71 posti, seguita dalla Roma 1 con 51. Il Policlinico Umberto I ne avrà 40, il San Camillo Forlanini 36, il San Giovanni Addolorata 28 e il Sant’Andrea 17. Completano la mappa Tor Vergata con 11, gli Ifo con 8 e lo Spallanzani con 6.

Dal concorso nascerà una graduatoria unica, valida due anni, utilizzabile anche per sostituire ulteriori cessazioni o coprire nuovi fabbisogni. I candidati potranno indicare una sede preferita, senza però avere garanzia di assegnazione. Le prove saranno scritta, pratica e orale.

Il problema è più grande di 268 posti

Il concorso è una boccata d’ossigeno, ma non cancella una carenza ormai strutturale. Per il 2026 la Regione ha autorizzato 1.611 assunzioni di infermieri, con circa 74 milioni di euro di spesa; nel biennio 2025-2026 le autorizzazioni superano quota duemila.

Il nodo è evidente: Roma sta aprendo Case della comunità e potenziando servizi territoriali e ospedali, ma senza personale le nuove strutture rischiano di essere scatole nuove con organici vecchi. Assumere non significa soltanto riempire caselle: vuol dire alleggerire reparti e pronto soccorso, rendere sostenibili i turni e frenare la fuga dal servizio pubblico.