Prima il fumo, poi le fiamme. Ad andare a fuoco vari materiali di scarto tra cui materassi, cassette di legno per la frutta armadietti rotti che erano stati ammassati nel cortile del carcere romano di Regina Coeli. Una catasta di rifiuti che era diventata il bersaglio delle cicche delle sigarette lanciati dai detenuti attraverso le sbarre, e complice l’ondata di caldo, domenica è divampato l’incendio.
Solo per la prontezza del personale di Polizia penitenziaria, è stato sventato un tentativo di evasione. Infatti mentre i detenuti delle sezioni numero 7 e 8 venivano evacuati, uno di loro, approfittando della situazione, ha scavalcato il muro dei passeggi prima di essere bloccato dal servizio di sentinella. Le fiamme hanno causato solo danni materiali a 3 mezzi blindati dell’Amministrazione Penitenziaria, di cui 1 in modo lieve a un vetro; tre gli addetti all’ufficio matricola che hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso per aver inalato i fumi nel tentativo di spegnere il fuoco.
“Le fiamme – ha fatto sapere il Garante dei detenuti Angiolo Marroni – avrebbero tuttavia causato il danneggiamento dei computer e dell’impianto elettrico dell’Ufficio matricola, che gestisce tutti i nuovi ingressi e che per questo è stato temporaneamente chiuso. Un servizio importante visto che a Regina Coeli vengono assegnate, in prima battuta, tutte le persone arrestate dalle forze dell’ordine a Roma. Per questi motivi i nuovi ingressi sono stati dirottati, fino a nuova disposizione, a Rebibbia”.
