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A proposito di Polverini. Ma chiederà mai scusa

Alla faccia della spending review, che avrebbe dovuto e dovrebbe essere realizzata anche dagli enti territoriali (Comuni, Regioni), continuiamo a leggere di iniziative giudiziarie nei confronti dei consiglieri regionali per uno uso distorto dei fondi destinati ai loro gruppi di appartenenza.
La Regione Lazio, è evidente, essendo stata la prima a finire nel ciclone per la gestione di questi fondi, non è certo esclusa da una vergogna nazionale. I dettagli che emergono negli ultimi giorni dalle cronache giudiziarie romane lasciano attoniti.
E’ mai possibile che la presidente Polverini, che pure aveva avallato l’aumento delle dotazioni ai gruppi, non si sia mai resa conto di quello che avveniva all’interno del Consiglio? E se anche così fosse, come mai una gestione autoritaria come la sua, spesso sconfinata nell’arroganza, non ha avuto la capacità di controllare quanto avveniva nei gruppi a danno di risorse che potevano essere destinate in investimenti produttivi per i cittadini laziali? Domande queste che meriterebbero una risposta semplice e chiara. Ne avremmo tutti diritto.
Avere abbandonato sdegnosamente la gestione della Regione Lazio prima della sua naturale scadenza non salva la sua coscienza. Dovrebbe avere la decenza di chiedere scusa agli elettori, quantomeno per una culpa in non faciendo. E ciò a salvaguardia, se non altro, della dignità di quell’incarico a lei affidato con la presidenza della Giunta di una delle regioni più importanti d’Italia.

Potito Salatto, eurodeputato Ppe