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Acea, Marino non s’arrende neanche ai giudici: “Richieste legittime”

“In più passaggi il Collegio giudicante riconosce come – commenta il sindaco Ignazio Marino – sia nelle disponibilità di un socio chiedere la convocazione dell’assemblea di una società quotata nel rispetto del termine di 40 giorni, così come effettivamente richiesto dal Campidoglio, e che ogni ritardo esponga l’amministrazione della società a eventuali giudizi di responsabilità. La sentenza, quindi, esclude ‘che l’organo amministrativo possa rifiutare di dar seguito alla richiesta dei soci per motivi di mera opportunità’, e specifica che, secondo il Codice civile, ‘un’eventuale fissazione dell’adunanza oltre il termine di trenta o quaranta giorni, non adeguatamente giustificata, potrebbe configurarsi come grave irregolarità’. Pertanto si riconosce la legittimità della posizione espressa dal Campidoglio, già il 3 e il 10 marzo, che ha come obiettivo la tutela del servizio reso da Acea ai cittadini e il riassetto della governance aziendale all’insegna della razionalizzazione dei costi. L’ordine del giorno dell’assemblea dei soci è stato integrato come da nostra richiesta, e resta ferma la nostra convinzione di voler tutelare gli interessi delle romane e dei romani”.