di Franco di Grazia
Dopo l’insediamento ufficiale del nuovo sindaco Ignazio Marino, la notizia del primo giorno è quella della festa sulla piazza del Campidoglio. La seconda notizia però è quella che, mentre tutto ciò si svolgeva all’ombra della statua di Marca Aurelio, il CdA del gruppo Acea Spa decideva l’assunzione di Franco Balsamo in qualità di CFO (direttore Finanziario) della società dei servizi essenziali più importante di Roma.
All’insaputa del nuovo Sindaco? Se così fosse, Giancarlo Cremonesi e Soci (Caltagirone e i francesi di Suez), hanno agito tenendo all’oscuro il Sindaco “marziano”, malgrado oggi ha nelle sue mani possegga la maggioranza assoluta del capitale sociale dell’Acea e non più tardi di quaranta giorni abbia chiesto all’Assemblea degli Azionisti il rinvio del rinnovo del Consiglio d’Amministrazione in attesa del risultato delle elezioni amministrative. Quest’ultimo atto sarebbe un grave sgarbo ed un atto di forza inusitato.
Un mantra del Sindaco è stato ed è: “Dobbiamo cancellare la cultura del privilegio e degli amici degli amici”, riferendosi non solo alla formazione della giunta, ma anche alle altre nomine. Fatto sta che, con decorrenza 1 luglio, il dottor Balsamo sarà assunto all’Acea.
I poteri forti
Si racconta che nelle settimane scorse l’ingegnere Francesco Gaetano Caltagirone non avesse per nulla gradito la candidatura di Ignazio Marino e se ne sia molto lamentato con il “suo artefice”, il solito Goffredo Bettini. Ora però il tanto invenduto dell’edilizia sconsiglia nuovi investimenti nelle costruzioni, ma a Roma resta difficile fare il sindaco “contro” Caltagirone. Eppure, per ora, non c’è stato un vis-à-vis con l’ingegnere. I poteri forti della città, la politica, diffidano del “marziano”. Avranno pensato provochiamo il confronto. Ignazio Marino, entrato in politica sette anni fa, ha avuto come «talent scout» (Massimo D’Alema), oggi è stato il veltroniano Goffredo Bettini ad investire su di lui, candidandolo alle Primarie del Pd e proponendolo nella corsa al Campidoglio.

Dossier Acea. Tra i primi dossier economici che il neo sindaco Ignazio Marino dovrà affrontare c’è sicuramente quello delle nomine delle società partecipate. E in particolare di Acea. Anche se il centrosinistra si attende le dimissioni il primo a essere investito dallo “spoil system” dovrebbe essere proprio il presidente Giancarlo Cremonesi. D’altronde il pensiero di Marino sull’ex municipalizzata è noto. Tutto sommato é recente l’intervenuto all’assemblea per i conti 2012 dove il professor Marino ha chiesto agli azionisti di non rinnovare le cariche prima delle elezioni. Questo per consentire una scelta da parte del Comune, azionista di maggioranza della società, che fosse espressione della maggioranza vincente. Una pretesa accoglibile e di buon senso. Una richiesta non in contrasto con la regolamentazione delle società quotate in Borsa e della Consob, ma respinta sdegnosamente accampando motivi insussistenti.
La richiesta di “prorogatio” non avrebbe creato problemi alla governance di Acea, ma la proposta fu bocciata così come quella di eliminare eventuali clausole risarcitorie nel caso di “uscita anticipata” dei consiglieri del cda e dei manager indicati (nominati) da Alemano. Dunque l’applicazione di un legittimo e possibile avvicendamento dei 5 consiglieri di nomina del nuovo Sindaco Ignazio Marino potrebbe costare salato alla società, proprio perché sono stati rinnovati 40 giorni fa. E particolarmente costosi sarebbero la cessazione anticipata del mandato, rinnovato per un triennio, al presidente Cremonesi e all’A. D. Paolo Gallo, considerando le retribuzioni annuali, la loro uscita varrebbe qualche milione di euro.
Guerra ai trucchi
E’ scandaloso, inaccettabile e sconvolgente che, in piena crisi, azionisti importanti come Caltagirone e Gdf-Suez, che dovrebbero essere interessati solo alla redditività società, non si siano opposti all’ennesimo “trucco oneroso” sui conti dell’Acea. Si aggiunga a ciò, l’enormità di quanto verrebbe a costare la sostituzione dell’Amministratore Delegato Paolo Gallo, nominato solo il 16 aprile scorso. La partita rischia di essere lunga.
