Gli stoccaggi di gas dell’Unione europea sono pieni al 68,84%, un livello inferiore a quello registrato nello stesso periodo degli ultimi anni. L’Italia è messa meglio della media europea con riserve all’85,1%, mentre Germania e Paesi Bassi sono poco sopra la metà della capacità.
I dati aggiornati al 17 settembre sono pubblicati da Gas Infrastructure Europe attraverso la piattaforma AGSI+. Nell’Unione sono immagazzinati circa 779 TWh di gas.
Perché il 68% non significa che il gas finirà al 32%
Gli stoccaggi non sono l’unica fonte utilizzata durante l’inverno. Il gas continua ad arrivare attraverso gasdotti e terminali di Gnl anche nei mesi freddi.
Le riserve servono soprattutto a coprire i picchi di domanda e a fornire un margine aggiuntivo in caso di interruzioni delle forniture. Secondo il Consiglio dell’Unione europea, gli impianti di stoccaggio possono coprire circa il 30% dei consumi di gas invernali dell’Ue.
Leggi anche: Carburanti, benzina e diesel oltre i 2 euro, il gasolio costa di più: i prezzi di oggi
Le differenze nazionali sono ampie. Oltre all’85,1% dell’Italia, la Francia è al 78,01% e la Polonia supera il 98%. La Germania, il Paese con la maggiore capacità di stoccaggio dell’Unione, è invece al 56,02%, mentre i Paesi Bassi sono al 53,65%.
Il dato tedesco conta anche per le dimensioni del mercato e per l’interconnessione delle reti europee.
Freddo, Gnl e prezzi: cosa può cambiare durante l’inverno
Le norme europee mantengono un obiettivo di riempimento del 90%, ma dal 2025 gli Stati hanno maggiore flessibilità. La soglia può essere raggiunta in qualsiasi momento tra il 1° ottobre e il 1° dicembre e sono previste deroghe in presenza di condizioni di mercato particolarmente sfavorevoli. Il livello attuale lascia quindi ancora spazio per nuove immissioni nelle prossime settimane.
Leggi anche: Gas, schizzano i prezzi: ecco quanto può aumentare la bolletta
Sul mercato, però, il prezzo del gas europeo resta elevato. Il benchmark olandese TTF è salito il 17 settembre intorno a 78,37 euro per MWh, secondo i dati di mercato riportati dal Wall Street Journal.
Per l’inverno peseranno soprattutto tre variabili: temperature, disponibilità di Gnl sul mercato internazionale e continuità delle forniture attraverso gasdotti e terminali.
Leggi anche: Bollette folli, in Italia sono tra le più alte al mondo. Davanti a noi solo altri quattro Paesi
Un inverno mite riduce rapidamente i prelievi. Periodi prolungati di freddo aumentano invece la domanda per il riscaldamento proprio mentre Europa e Asia competono per i carichi di gas naturale liquefatto.
Il 68,84% non indica quindi un’emergenza immediata, ma lascia all’Europa un margine inferiore rispetto agli inverni iniziati con depositi più vicini alla piena capacità.


