A Prima Porta lo sanno: senza le idrovore il quartiere rischia di finire sotto le acque del Marana. Sono bastate poche ore di temporale per scatenare la devastazione. La colpa sta tutta lì, nelle pompe che non sono entrare in funzione a causa del furto dei cavi di rame che portavano l’alimentazione.
Così, quando quello che è un torrente pieno di alberi e sterpaglie, si è ingrossato per le intense precipitazioni della notte niente ha potuto ostacolare le acque che hanno trovato via di sfogo nelle strade del quartiere. Gli abitanti lo sanno, ricordano l’alluvione del 1965 che causò tredici morti e devastazione.
Questa volta se la sono cavata con un allagamento che ha interessato i piani bassi delle abitazioni, ma c’è chi si è rifugiato fin sui tetti. “Siamo sempre col batticuore quando si verificano i nubifragi, ci affidiamo alla fortuna – sostengono gli abitanti – ci si inventa le soluzioni più disparate, come pozzetti domiciliari con pompe ad immersione per rigettare l’acqua dall’interno lungo le strade o nei fossi.
Le tre idrovore di Prima Porta, così caldeggiate dagli abitanti necessitano di manutenzione e potenziamenti, ma questa volta si sono messi in mezzo anche i predoni dell’oro rosso. Sul posto vigili del fuoco, intervenuti con mezzi anfibi. In particolare l’esondazione ha riguardato via Girolamo Benvenuti dove l’acqua è entrata nelle abitazioni. Negozi e locali interrati sono rimasti allagati.
