“Ora senza di te tutto il resto è noia. Grazie Franco”. Con questo striscione la folla ha assistito in piazza del Popolo al funerale del cantautore Franco Califano. Simpatizzanti romani e non, si sono radunati di fronte alla chiesa degli Artisti nel tentativo di partecipare alla cerimonia.
Chiesa stracolma, con tanti che cercavano di entrare per poi accontentarsi di assistere dall’esterno. Una piazza che si è stretta in un applauso all’arrivo del feretro, su cui era poggiata una maglia dell’Inter personalizzata con il nome del cantautore, per lui che era un grande tifoso nerazzurro. Tra i presenti alla funzione religiosa anche l’ex presidente della Regione Renata Polverini, oltre che attori e rappresentanti delle istituzioni.
In ricordo di Franco Califano, “pensiamo di fare un grande concerto con tutti i suoi amici il 21 aprile nel giorno del natale di Roma. È un’occasione importante per un grande cantore di Roma”. A ribadire la proposta di Dino Gasperini è stato il sindaco Gianni Alemanno, a margine della cerimonia che si è svolta martedì mattina. “Califano ci ha insegnato una grande umanità, una suggestione profonda di Roma, senza la pretesa di insegnare nulla a nessuno – ha tenuto a sottolineare Alemanno – All’inizio era un poeta maledetto, ci sono state tante polemiche per i suoi comportamenti spesso fuori le righe. Però, questo suo anticonformismo è diventato un segnale di autenticità che riguarda un po’ tutti i romani che si sentono un po’ Califano perché dietro questa voglia di trasgredire c’é tanta umanità senza retorica”. A chi gli chiede quale sia la sua canzone preferita tra quelle cantate da Califano, Alemanno risponde: “Tutto il resto è noia non si può dimenticare”.

La cerimonia è stata accompagnata dal suo quartetto d’archi che ha suonato anche alcuni classici del ‘Califfo’. “Ha cercato di non essere inutile su questa terra – ha detto nell’omelia il parroco – Ha cercato, quando si è sentito solo, di andare avanti a sperare in qualcosa di diverso e migliore”. Intanto, fuori nella piazza, sotto la pioggia, tanti fan che attendevano il feretro intonavano “Tutto il resto è noia”.
Un abbraccio che testimonia il seguito che il “poeta maledetto della città” aveva tra la gente, la sua gente che per tutto il lunedì di pasquetta a reso omaggio alla salma nella camera ardente, persone comuni, molte visibilmente commosse, che hanno lasciato vicino alla bara un fiore, un biglietto di un concerto, una strofa di una canzone. La salma del cantautore sarà sepolta ad Ardea, nei cui pressi Califano viveva da tempo da solo in un villino in affitto.“Non mi sono resa conto di quanta gente amasse mio papà – ha detto di lui la figlia Sivia – forse più di me, ci siamo voluti bene però ci siamo persi un pezzo di vita insieme”.
Tra i presenti alle esequie di Franco Califano, oltre ad una folla di gente comune che ha seguito i funerali fuori dalla Chiesa degli artisti, Lando Fiorini, Renato Zero, Serena Grandi, il maestro Mazza, Amedeo Minghi, Tony Sperandeo, Maurizio Mattioli che ha parlato di “un grande dolore, se ne e’ andato un grande amico”.
“Vai Califfo”, “Franco, stamo tutti qua”, gridava la gente fuori dalla chiesa durante la funzione religiosa che si e’ chiusa con la preghiera degli artisti. “Abbiamo perso un amico sincero”, ha detto Edoardo Vianello. Mentre il parroco nell’omelia ha ricordato: “Francesco ha trasmesso tanti messaggi e ognuno di noi ha cercato di apprendere qualcuno di questi messaggi. Ha cercato di essere di essere diverso e migliore e non solo per mettersi in mostra ma perché qualcuno lo vedesse per la sua bonta’”.

