Un’estate da record sul fronte delle prenotazioni, ma con il rischio concreto di un collasso burocratico ai varchi di frontiera. È il paradosso che agita i vertici di Aeroporti di Roma (AdR).
La società che gestisce gli scali di Fiumicino e Ciampino ha lanciato un duro e accorato appello all’Unione Europea: sospendere temporaneamente l’introduzione dei nuovi controlli biometrici obbligatori, noti come Entry-Exit System (EES), per evitare il caos nei mesi di picco della stagione turistica.
Il rischio che si profila è quello di assistere a file chilometriche, ritardi a catena e passeggeri infuriati. Un danno d’immagine ed economico che l’Italia, trainata dal turismo internazionale, non può permettersi.
Che cos’è l’EES e perché rischia di bloccare Fiumicino
L’Entry-Exit System (EES) è il nuovo sistema automatizzato dell’UE per la registrazione dei viaggiatori provenienti da paesi terzi (come Regno Unito, Stati Uniti o mercati asiatici) ogni volta che attraversano una frontiera esterna Schengen. Il meccanismo prevede la scansione del passaporto, la cattura delle impronte digitali e il riconoscimento facciale.
Un sistema pensato per la sicurezza ma che richiede tempi tecnici di elaborazione per singolo passeggero nettamente superiori rispetto al passato. Moltiplicato per i flussi oceanici che in queste settimane stanno investendo il “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, l’EES rischia di trasformarsi in un imbuto insostenibile.
Regno Unito e Usa, mercati chiave a rischio paralisi
A rendere la situazione esplosiva è la composizione del traffico aereo romano. Fiumicino sta registrando volumi straordinari di viaggiatori provenienti dal Regno Unito (post-Brexit, quindi soggetti a EES) e dagli Stati Uniti. Si tratta di turisti “high-spending”, fondamentali per l’economia della Capitale e del Paese, che rischiano di iniziare e terminare la loro vacanza intrappolati in aeroporto.
Nonostante gli enormi investimenti tecnologici e di personale messi in campo da AdR e dalla Polizia di Frontiera per mitigare l’impatto, la complessità burocratica delle nuove linee guida europee rischia di vanificare ogni sforzo logistico locale.
L’appello a Bruxelles: serve pragmatismo
La richiesta di Aeroporti di Roma all’Ue è netta: serve pragmatismo. Nessuno mette in discussione la necessità di digitalizzare e blindare i confini europei, ma l’avvio della fase calda del sistema non può coincidere con il trimestre più congestionato dell’anno.
La palla passa ora alla Commissione Europea e al Ministero dell’Interno italiano, chiamato a farsi portavoce a Bruxelles di una richiesta che, in realtà, unisce molti dei grandi hub europei (da Parigi a Francoforte).

