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Alemanno insegue al ballottaggio. Marino in testa. IL SONDAGGIO

VERSO LE COMUNALI. Affaritaliani.it pubblica il primo sondaggio ufficiale realizzato in esclusiva dalla società Datamonitor sulle intenzioni di voto. Il candidato del centrosinistra è in testa con il 38-40% mente il sindaco uscente condannato a rincorrere con il 34-32%. Terzo il Cinque Stelle di Marcello De Vito che crolla rispetto al risultato ottenuto alle Regionali. Il vero homo novus è Alfio Marchini che con una campagna intensa ma “liquida” conquista il poche settimane il 14-12% degli elettori. Le interviste realizzate tra il 15 e il 16 aprile escludono l’effetto “Report”. Forse il crollo di consenso di Alemanno è iniziato con l’arresto di Riccardo Mancini. I RISULTATI

di Fabio Carosi

Neutro e asettico e commissionato direttamente da Affaritaliani.it e non da un partito. Alla domanda su quale tra i quattro candidati più in vista vorrebbero che governasse la città per i prossimi anni, i romani preferiscono una sfida a due: secondo i risultati elaborati della società Datamonitor su un campione attendibile di cittadini, il “duello” sarà tra Ignazio Marino e Gianni Alemanno.
Per il già senatore che ha trionfato alle Primarie, arriva la seconda vittoria. Intorno a sé è riuscito a coagulare l’attenzione della quasi totalità degli elettori che a febbraio hanno portato Nicola Zingaretti a conquistare la Regione. Il dato che emerge dal sondaggio (una forchetta tra il 40 e il 38%) segna una quasi ritrovata unità della sinistra o forse, come sostengono molti analisti, è il “contro Alemanno” che è riuscito a far breccia nel cuore di un pezzo degli indecisi e farli orientare verso il cambiamento.

alfio marchini


E il sindaco uscente? Forse terremotato da Report che ha sintetizzato i guai tra Parentopoli e  le presunte tangenti pagate dalla Bredamenarini all’ex ad di Eur spa, Riccardo Mancini, Gianni Alemanno si è ricavato il ruolo dell’inseguitore con un’intenzione di voto che oscilla tra il il 34 e il 32 per cento dei “sondaggiati”. Attenzione, le oltre quattromila chiamate telefoniche che la società diretta da Natascia Turato ha dovuto effettuare per arrivare a quota mille, sono state realizzate tra il 15 e il 16 aprile e quindi nelle 24 ore successive alla messa in onda della trasmissione e alle polemiche che ne sono seguite. Per gli esperti di massmediologia e comunicazione, troppo poco tempo è trascorso tra il fatto e la dichiarazione di voto per accusare la trasmissione della Gabbanelli di essere entrata in tackle nella campagna  elettorale del sindaco. E’ molto più probabile che l’evento che veramente ha scosso l’elettorato meno sensibile ai valori portati dal sindaco, sia stato proprio l’arresto di Riccardo Mancini, considerato il suo braccio destro. Quelle manette, clamorose e così vicine al primo cittadino, potrebbero aver segnato irrimediabilmente il suo futuro.
Il terzo elemento che emerge dal sondaggio Datamonitor è la “leggerezza” del Cinque Stelle, Marcello De Vito. Secondo i cittadini interpellati il gradimento non supererebbe il 18 per cento e quindi in linea con la caduta verticale innescata dalla netta opposizione alla formazione del Governo.
Infine, Alfio Marchini. La prima parte della sua campagna “liquida”, ispirata al buon senso, alla ragionevolezza e all’amore per la città, ha “bucato” il cuore di una buona percentuale degli elettori. Considerando che è un “senza partito” e che il messaggio civile non può considerarsi “rivoluzionario”, aver raggiunti in pochi giorni una percentuale che oscilla tra il 14 e il 12 per cento è già un clamoroso risultato. Spuntato dalla campagna e avulso dai giochi politici e di salotto, Marchini è il vero homo novus.
Un considerazione finale sui mutamenti in atto: non più tardi dell’estate del 2012 il sindaco Alemanno godeva del gradimenti di circa il 50 per cento dei residenti a Roma. Poi il tracollo.

IL SONDAGGIO DI DATAMONITOR