Dal Tribunale accuse pensantissime: “Tutto il lavoro svolto dalle imprese coinvolte e dall’Amministrazione e i denari versati dai contribuenti sono unicamente serviti, finora, a creare fondi neri e a pagare tangenti”. Dai filobus alla metropolitana, le mani di Finmeccaniaca sui trasporti romani. IL TESTO DELLE INTERCETTAZIONI
“E’ emerso pacificamente che Mancini è espressione dell’articolazione politica del Pdl riconducibile al sindaco di Roma” di cui l’ex Ad di Eur spa è “in totale subordinazione”. Questo un passaggio delle 60 pagine del provvedimento cautelare del gip Stefano Aprile che ha portato in carcere Riccardo Mancini.
Secondo il giudice Macini “è espressione in concreto della maggioranza comunale e della giunta nel settore dei trasporti. Meritano, in proposito, speciale rilievo le dichiarazioni rese proprio da Mancini – si legge nell’atto – il quale in sede di spontanee dichiarazioni ha evidenziato la sua vicinanza politica al PDL, così come proveniente dall’esperienza del MSI e di AN, con particolare riguardo all’articolazione espressa dal Sindaco Alemanno, del quale ha curato sul piano finanziario le due ultime campagne elettorali per l’elezione a sindaco”.

A dimostrazione della stretta connessione tra il suo ruolo e quello del Sindaco, l’ex Ad ha riferito “di essere stato sponsorizzato dal medesimo per la nomina ad amministratore delegato dell’Ente Eur Spa, società partecipata dal Comune”. Comunque “le intercettazioni sono certamente allo stato irrilevanti per dimostrare una diretta partecipazione di Gianni Alemanno all’illecita azione, sono tuttavia idonee a dimostrare l’esistenza di un rapporto con Riccardo Mancini che va ben oltre quello personale”.
Quindi l’accusa sulla megacommessa: “Se si esamina l’appalto dal punto di vista della pubblica amministrazione appaltante, si scopre che l’intera procedura, costata ai contribuenti diverse decine di milioni di euro, non ha ancora prodotto alcun, lecito, risultato”.
Ancora il Gip: “I filobus, per i quali è stata pagata una mazzetta da 600 mila euro, collaudati in un’altra città – si legge nel provvedimento – per consentire di procedere agli ‘urgenti’ pagamenti dei fornitori che hanno versato la ‘tangente’, non sono ancora in servizio a distanza di cinque anni dal bando di gara. Infatti nella città di Roma dove dovevano entrare in funzione i moderni filobus, non esistono, ne’ risultano essere in corso di realizzazione, le opere infrastrutturali ed elettriche necessarie alla loro circolazione: i veicoli, costati 40 milioni di euro, sono parcheggiati del tutto inutilizzati ed abbandonati al prevedibile destino di un rapido deprezzamento e una inevitabile decadenza tecnologica e manutentiva. Tutto il lavoro svolto dalle imprese coinvolte e dall’Amministrazione e i denari versati dai contribuenti sono unicamente serviti, finora, a creare fondi neri e a pagare ‘tangenti’”.
LE INTERCETTAZIONI
La nomina di Riccardo Mancini alla guida della Roma Convention Group, la società partecipata al 50% da Eur Spa e Fiera di Roma Srl, mandò su tutte le furie il sindaco Gianni Alemanno. La circostanza emerge da un’intercettazione di una telefonata intercorsa tra i due il 29 settembre scorso in seguito alla nomina dello stesso Mancini ad amministratore delegato della nuova società Roma Convention Group da parte del Consiglio di amministrazione di Eur Spa.
“Nell’occasione – si legge nel provvedimento cautelare che ha portato in carcere Mancini – il sindaco stigmatizzava proprio i tempi dell’operazione, così vicini alle perquisizioni che Mancini aveva subito” e “rimprovera” l’indagato “in maniera aspra e decisa”. Nella conversazione “Alemanno chiedeva se la cosa si sarebbe potuta evitare. Mancini rispondeva che aveva insistito Borghini per l’assemblea. Alemanno si alterava in maniera forte nei confronti di Riccardo Mancini: ‘Il giorno dopo quel casino vi mettete in questo casotto. ma che siete scemi, non si poteva evitare? (…) perché non m’hai chiamato?’ Riccardo Mancini diceva più volte che aveva ragione, poi Alemanno riprendeva: ‘(…) che siete cretini tutti. (…) veramente io non ho parole capito ma che cazzo c’avete nel cervello, me lo spieghi che cazzo c’avete nel cervello? non c’è un cazzo da fare … uno vi aiuta non c’è niente da fa’ … non c’è niente da fa’ capito siete scemi’. Riccardo Mancini ripeteva ancora che aveva ragione. Alemanno continuava ad arrabbiarsi con Riccardo Mancini dicendogli ancora una volta che non aveva ricevuto nessuna telefonata di avviso e continuava dicendo che non riuscivano a capire ‘le ovvie conseguenze’: la cosa ovvia, a suo avviso, era rimandare l’assemblea. Mancini non faceva altro che dire all’interlocutore che aveva ragione ma Alemanno rispondeva: ‘Me la prendo in culo capito’. Alemanno continuava poi a riprendere Riccardo Mancini per quello che era successo, poi cade la linea”.
IL BUSINESS DI FINMECCANICA
“Questa vicenda era un primo step per intervenire, attraverso le controllate di Finmeccanica, nella costruzione della metropolitana di Roma, un affare che poteva valere 2.000.000.000 di euro per Finmeccanica”.
Questo un passaggio di un interrogatorio dell’ex consulente esterno di Finmeccanica Lorenzo Cola riportato dal gip Stefano Aprile nel provvedimento cautelare che ha portato in carcere l’ex Ad di Eur Spa Riccardo Mancini. In sostanza, Cola afferma che “fu studiato il modo per creare la provvista necessaria a pagare una ‘tangente’ per l’appalto di Roma ed in particolare per retribuire Mancini, uomo forte della nuova amministrazione comunale. Ciò si era reso necessario perché, a seguito di contatti ai massimi vertici tra la conglomerata Finmeccanica e i vertici politico-amministrativi del Comune di Roma, era emersa la necessità di retribuire illecitamente esponenti dell’amministrazione i quali erano in grado di influire in maniera determinante sull’assegnazione degli appalti relativi ai trasporti pubblici della Capitale, con anche qualche particolare riferimento alla realizzazione della metropolitana e, nell’immediato – anche quale ‘cavallo di Troia’ per far entrare le consociate Finmeccanica nel settore degli appalti comunali – alla realizzazione del corridoio di mobilità, avente per oggetto un appalto misto di opere edili, elettriche, infrastrutturali e fornitura di filobus e relativo service”.
In relazione all’appalto di Roma Metropolitane il gip ricorda che “nel mese di maggio 2008 si sono svolte le elezioni amministrative per il Comune di Roma che hanno portato al cambio dell’amministrazione comunale, con la vittoria della compagine politica facente capo al Pdl, guidata da Gianni Alemanno, divenuto Sindaco della Capitale. Nel giugno 2008 il nuovo Assessore del Comune di Roma, con delega ai Trasporti e alla Mobilità, invita la società pubblica Roma Metropolitane Spa a sospendere le attività di aggiudicazione della gara indetta a gennaio 2008 per consentire alla nuova amministrazione di compiere alcune valutazioni.
L’evento non è privo di significato se posto in relazione alla contemporanea presa di contatto da parte di esponenti di Finmeccanica con la nuova amministrazione e, segnatamente, con Mancini, incaricato di gestire i rapporti con le imprese del settore. Come vedremo, Mancini terrà una significativa condotta proprio in relazione alla regolare assegnazione dell’appalto, inducendo la società classificatasi al secondo posto a desistere dall’azione giudiziaria intrapresa, nonché, in un secondo momento, a creare le circostanze favorevoli alla percezione di illeciti compensi”.
