Migliora la situazione del Naviglio Grande dopo lo sversamento di idrocarburi che tra venerdì e sabato ha lasciato una scia di oli esausti lunga circa 28 chilometri, da Magenta fino a Milano. Come riferisce il quotidiano Il Giorno, la fase più acuta dell’emergenza può considerarsi conclusa, ma ora si apre quella delle bonifiche, della conta dei danni e soprattutto dell’accertamento delle responsabilità. Sul caso si è infatti mossa la Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di “inquinamento ambientale”. L’obiettivo è capire da dove sia partito lo sversamento e chi ne sia responsabile.
Naviglio Grande, il punto più critico resta a Robecco
Nella mattinata di domenica i tecnici della Città metropolitana hanno provveduto a sostituire i pannelli assorbenti posizionati lungo il Naviglio. La situazione più delicata resta quella di Robecco sul Naviglio, in particolare lungo la Roggia Soncina, dove si è accumulato il materiale raccolto durante la prima fase dell’intervento e che dovrà ora essere smaltito. La roggia è stata chiusa, ma permangono trafilamenti e ristagni d’acqua che provocano cattivi odori. Per questo Città metropolitana e Consorzio Villoresi hanno deciso di anticiparne la bonifica. L’intervento richiederà diversi giorni e sarà effettuato con pannelli e cuscini assorbenti, insieme alla pulizia delle rive. Una soluzione considerata più efficace e più sostenibile rispetto al solo utilizzo dei sistemi di aspirazione.
Telecamere nei tombini per cercare l’origine dello sversamento
Parallelamente alle operazioni di bonifica proseguono gli accertamenti tecnici. I tecnici di Gruppo CAP utilizzeranno strumenti dotati di piccole telecamere da introdurre nei tombini per ricostruire il percorso seguito dalla sostanza inquinante. L’obiettivo è risalire al punto esatto dal quale è partito lo sversamento e restringere così il campo dei possibili responsabili. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che non si sia trattato di un incidente ma di un gesto volontario. Saranno tuttavia gli accertamenti della Procura, insieme alle relazioni dei tecnici impegnati sul territorio, a chiarire la dinamica e gli eventuali profili penali.
Granelli: “Serve un piano di emergenza per i Navigli”
Sull’accaduto è intervenuto anche l’assessore milanese alla Cura del Territorio Marco Granelli, che ha chiesto una riflessione sulle procedure da adottare in caso di nuovi episodi. “Dobbiamo imparare da quanto accaduto”, ha scritto sui social, chiedendo a Regione Lombardia, proprietaria dei Navigli, al Consorzio Villoresi, che li gestisce, e a Gruppo CAP, responsabile della rete fognaria, di ricostruire quanto avvenuto venerdì pomeriggio. Secondo Granelli è “necessario e urgente costruire un piano di emergenza” con procedure, tecnologie, azioni e formazione specifica per affrontare più rapidamente episodi analoghi e prevenirne il ripetersi.
La nota del Gruppo CAP: “Sversamento estraneo alle nostre attività”
Già sabato Gruppo CAP aveva precisato che lo sversamento era “totalmente estraneo” alle proprie attività di manutenzione fognaria in corso nella zona, che non prevedevano operazioni di scavo. Secondo quanto riferito dalla società, sono stati proprio i suoi tecnici, presenti sul posto per le normali attività di cantiere, a rilevare per primi la presenza anomala del liquido. Il personale ha quindi dato l’allarme alle autorità e avviato le prime misure di contenimento per limitare la diffusione della sostanza. CAP ha inoltre confermato la propria disponibilità a fornire tutto il supporto tecnico necessario agli accertamenti in corso.


