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Roma

di Patrizio J. Macci

E' l'ultimo modello di business "fai da te" sbarcato nella Capitale. E' arrivato direttamente dagli Stati Uniti dove si pratica da anni: vendere da soli la propria abitazione, con l'ausilio di internet e soprattutto dei social network. Dalle lussureggianti strade dei Parioli, su fino alle blasonate ville della Cassia, per planare sulle direttive dell'Eur la parola d'ordine è tentare di vendere il proprio appartamento risparmiando e in fretta.

La crisi del mattone costantemente minacciato dall'Imu, concorre a trascinare il valore delle case dei Romani sempre più verso il basso, stimolandoli a escogitare nuove strategie per vendere la propria abitazione. Perlopiù si tratta di persone che cedono un appartamento per acquistarne uno più piccolo magari in periferia, cercando di ridurre le spese all'osso e realizzare il più possibile. La filiera del meccanismo di vendita viene accorciata tagliando fuori innanzitutto l'agenzia immobiliare con la sua percentuale di guadagno. Gli ingredienti per realizzare l'evento sono pochi ed essenziali: prima si crea un blog (una pagina dedicata sul web) con le foto dell'abitazione, una descrizione il più accurata possibile degli ambienti, del quartiere in cui è ubicata, poi si mette l'annuncio sul proprio account di Facebook infine si crea l'evento al quale si invitano più persone possibili, spargendo la voce ovunque.

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Il passo successivo è quello di correre a comprare un paio di bottiglie di bevande e salatini al discount sottocasa da riversare in brocche e ciotole anonime, per depistare sull'ultraeconomicità del prodotto. Dopo aver gettato la rete non resta che aspettare il giorno fatidico in cui le persone incuriosite vengono a vedere la casa. Le porte aperte rimangono tali per almeno tre ore il più delle volte al mattino, durante le quali il proprietario si fa trovare con tutta la documentazione possibile e immaginabile: descrizione, planimetrie foto e schede tecniche, tutto consultabile. Chi è interessato può ritornare il pomeriggio stesso per una visita a quattrocchi. I venditori più cattivi appongono un cartello con scritto "per favore astenersi persone inviate in incognito dalle agenzie".
Certo è un modello di vendita che può essere praticata da un'utenza esperta, che sa usare il computer, i social network. E se anche si riesce a trovare un acquirente, per suggellare la vendita sono indispensabili l'intervento di un legale e di un notaio. Ma sono sempre di più i delusi dalle agenzie stanchi di aspettare una telefonata che non arriva mai che si gettano nell'avventura e tempestano i lampioni delle strade con cartelli che annunciano eventi simili. Ci sono anche agenzie immobiliari che si offrono di organizzare il tutto, ma previo firma di un mandato di vendita con scadenza temporale. Ora siamo alla versione 2.0, quella nel quale il venditore fa tutto da solo e si promuove con strumenti pubblicitari a costo zero, o quasi. Il virtuale che aiuta il reale a ridiventare liquido, cioè soldi che - in ultima analisi - sono la quintessenza dell'immateriale, almeno fino a quando non vengono nuovamente spesi.
 

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