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Altro che “Pronto” Soccorso: si sta in coda anche per due giorni

Sos sanità, l’allarme lo rilancia il Codici. L’associazione dei consumatori ha preparato un dossier con tutte le inefficienze del servizio assistenziale romano e laziale. Così si scopre che a Tor Vergata quotidianamente stazionano in sala d’aspetto almeno 7 pazienti non gravi per oltre 48 ore. E se poi non si trovano posti letto anche le ambulanze rimangono bloccate, lasciando sguarnita l’intera città: e quest’anno è già accaduto due volte

Sono numerose le emergenze nella sanità romana e laziale. Alcune di queste sembrano essere cronicizzate e la classe politica appare rassegnata a convivere con un complicato sistema di intrecci di interessi e mala gestione accettando come ineluttabile la situazione degli ospedali e dell’assistenza sanitaria.

pronto soccorso

Gli ospedali romani quotidianamente accolgono un numero molto elevato di persone malate bisognose di cure più o meno immediate. All’Umberto I gli arrivi giornalieri sono 376, al San Camillo – Forlanini 263, al Sandro Pertini 219, al Policlinico Gemelli 202, al San Giovanni – Addolorata 176, al Policlinico Casilino 163, al S. Eugenio 161, al Giovanni Battista Grassi 156, al Policlinico Tor Vergata 155, al Sant’ Andrea 145,  al San Pietro Fatebenefratelli 134, al Madre Giuseppe Vannini 112, al Fatebenefratelli Isola Tiberina 109, al San Filippo Neri 104, al Santo Spirito 102, al C.T.O. Alesini 96, all’Aurelia Hospital 72, ed infine 72 al San Carlo di Nancy.
Il numero di accessi al Pronto Soccorso, riferiti al periodo che va dall’1 gennaio 2012 al 30 novembre 2012, mostrano come la permanenza degli utenti oltre le 48 ore è un fenomeno che si ripropone quotidianamente in maniera drammatica per alcune Aziende Ospedaliere. In 11 mesi è successo a 3034 pazienti a Tor Vergata, 1790 al S. Andrea e per 1324 per A.O. San Camillo.Facendo una media, quindi, a Tor Vergata, quotidianamente e per il periodo indicato, ben nove persone hanno atteso due giorni al Pronto Soccorso, stesso discorso per cinque e tre pazienti rispettivamente del S. Andrea e del San Camillo. I numeri ufficiali in riferimento all’accesso terminato dopo 48h dall’ora di accesso in PS, parlano di 7,7 persone per Tor Vergata, 5,17 per il S. Andrea, 2,28 per il San Camillo. Per l’elaborazione dei dati non sono stati presi in considerazione i pazienti non residenti nel Lazio, i pazienti con età inferiore ai 18 anni e superiore ai 100, gli accessi con diagnosi di parto. I numeri potrebbero essere, dunque, significativamente più alti rispetto a questi noti.
Il sovraffollamento è presto spiegato: con gli accessi quotidiani e la difficoltà a smaltire quelli del giorno precedente non è difficile immaginare le condizioni di queste Unità Operative e dei pazienti. Secondo la Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale il Lazio si pone come terza regione per casi di malasanità.

Questa la denuncia del Codici che ha annunciato l’avvio per il periodo estivo di “SOS Sanità” dove i cittadini potranno segnalare le disfunzioni e i casi di malasanità che attengono o al ritardo e/o al rifiuto nelle prestazioni di accesso agli ospedali e ai servizi sanitari in genere.
Diverse le problematiche affrontate nel dossier dell’associazione dei consumatori. Recentemente sono state acquistate due automediche acquistate dall’ARES 118 per il servizio di emergenza. Quello che se è lecito a questo punto domandarsi è: i veicoli acquistati come sono stati distribuiti nel territorio romano? Sono tutti in funzione o le risorse possono essere sfruttate in modo migliore? Chi controlla e previene l’eventuale spreco di risorse? In generale, come viene gestito il parco macchine?

Il problema principale è l’assoluta mancanza di controlli sull’efficienza del sistema. Non c’è un riscontro sulla funzionalità dell’intero settore. Manca un sistema di vigilanza e monitoraggio sulla qualità del comparto di emergenza.
Il sistema su cui si basa il trasporto dei malati è fondato su un principio totalmente inefficiente: l’ambulanza rimane ferma fin quando nel Pronto Soccorso non si trova un posto letto. Fino a quel momento il paziente è costretto a rimanere sulla barella dell’ambulanza. È per questo motivo che tra l’8 e il 10 gennaio 2013 è accaduto il blocco dell’intero sistema, con 23 ambulanze costrette al fermo in cinque ospedali, 16 ore di disservizio a causa della mancanza di posti letto nei reparti di San Giovanni, Policlinico Umberto I, Pertini, Policlinico Casilino, ospedale di Tor Vergata.

I mezzi si bloccano anche per la mancanza di personale: nel Lazio ci sono 1200 operatori,compresi gli amministrativi, ridotti a doppi turni mentre tale organico sarebbe sufficiente solo per le ambulanze di Roma. Generalmente, nei momenti critici si chiamano i mezzi privati a convenzione giornaliera. Tra le criticità della sanità romana c’è anche l’eccessiva durata dei ricoveri: nel Lazio una degenza media dura 7,4 giorni, il 10% in più della media nazionale pari a 6,6 giorni.
Al Forum “Sanità e servizio alla persona” si accede direttamente dal sito di Codici www.codici.org dalla sezione “Forum Codici”. Per le emergenze durante il periodo estivo è attivo lo sportello SOS Sanità: segreteria.sportello@codici.org – o telefonando al numero 06-5571996. Gli operatori raccoglieranno le segnalazioni e provvederanno a contattare direttamente la struttura sanitaria per segnalare le disfunzioni ovvero, segnalare direttamente all’autorità giudiziaria i fatti.