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Amianto, “il disastro c’è ancora”. “La Corte Europea condanni l’Italia”

L’Osservatorio nazionale amianto presenta il ricorso: “Lo Stato Italiano non ha assicurato la tutela delle vittime e quindi ha violato, oltre al diritto alla vita e alla vita privata, anche il diritto delle vittime ad avere giustizia”

di Valentina Renzopaoli

Di arrendersi non se ne parla proprio: non rimangono inerti a leccarsi le ferite i familiari delle vittime di amianto umiliati dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione che mercoledì ha assolto il magnate svizzero Ernest Schmidheiny Stephan dal reato di disastro ambientale per prescrizione.
Senza perdere troppo tempo, l’Osservatorio Nazionale Amianto rilancia la sfida, prende il volo per l’Europa e presenta ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo per chiedere la condanna dello Stato italiano. “Il disastro è ancora in atto, i cittadini continuano ad ammalarsi e morire” spiega il presidente Ezio Bonanni “non ci possiamo arrendere a questa sentenza che non condividiamo assolutamente e che consideriamo uno scandalo da ogni punto di vista”.
La sentenza choc, accogliendo le tesi del Procuratore Generale Francesco Iacovello, ha di fatto sotterrato un processo “pionieristico” che aveva avuto il merito e il coraggio di ribellarsi, per la prima volta, alla gigantesca lobby dell’amianto e distrutto la speranza di avere giustizia di chi è finora sopravvissuto alla strage silenziosa.
Istituito nell’agosto 2008 al fine di raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti vittime del materiale killer e dei loro familiari, l’Ona, guidato dall’avvocato Ezio Bonanni con con sedi in tutta Italia, riunisce circa diecimile persone ed è considerato un punto di riferimento grazie ad un comitato scientifico che riunisce professionisti, medici, avvocati e ricercatori.
Ecco quindi la contromossa: il cerino bollente passa ora alla Corte Europea e nel mirino c’è il comportamento dello Stato Italiano: “Lo Stato Italiano non ha assicurato la tutela delle vittime e quindi ha violato, oltre al diritto alla vita e alla vita privata, anche il diritto delle vittime ad avere giustizia” sostiene Bonanni forte della recente sentenza della Corte Europea che ha condannato la Svizzera per la disciplina sulla prescrizione, proprio in materia di patologie asbesto correlate.