Sono 181 attualmente le agenzie della Barklays presenti sul territorio nazionale, aperte tutte tra il 2007 e il 2009, con un totale di 1300 dipendenti. “Di questi 176 verranno presto licenziati con la legge 223 – spiega Paolo Battisti, segretario generale UILCA – 68 hanno aderito alla proposta di esodo volontario, solo 7 su Roma e 61 verranno parzialmente salvati con procedure di solidarietà applicate a livello minimale”. Essendo una banca giovanissima non è applicabile il prepensionamento, che tra l’altro interesserebbe soltanto 5 dipendenti in tutta Italia.
Roma, unica città del Lazio in cui si trovano le agenzie Barkleys, “rappresenta il caso più grave a livello nazionale – conclude Pierpaolo Bombardieri, segretario generale UIL Roma e Lazio – con oltre il 30% dei licenziamenti su scala nazionale. Altri giovani che andranno a incrementare il già drammatico tasso di disoccupazione giovanile che quest’anno sfiora il 40%. E la Barkley, purtroppo, non è un’eccezione. I principali gruppi bancari italiani si trovano in situazioni analoghe. Tra il 2008 ed il 2011 in Italia vi sono state circa 23.000 posizioni in meno nel settore bancario (tra esuberi, licenziamenti e prepensionamenti di dipendenti anziani), e nei prossimi cinque anni, entro il 2017, l’ABI stima ulteriori tagli di 20.000 persone. Nel complesso, le banche, nel giro di dieci anni 2007-2017, si ritroveranno ad aver tagliato circa il 10% del personale, con circa 43.000 posti di lavoro in meno. E la situazione nel Lazio, che è tra le Regioni con la maggior incidenza percentuale di filiali sul territorio (circa 3000), si preannuncia ancora più critica. Basti pensare che nel periodo pre-crisi erano già andati in fumo 14.000 posti di lavoro.
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Saranno 19 su 48 le agenzie della banca inglese che chiuderanno a breve nella Capitale. Con una licenziamento di oltre 60 dipendenti, quasi tutti under 40. Ma non è un caso isolato , i principali gruppi bancari italiani si trovano in situazioni analoghe
