Le arene difformi dalle normative creano una concorrenza sleale secondo Anec Lazio e Anem. Il problema, secondo le due associazioni “non sono le arene in sé, ma quelle che non rispettano le normative su sicurezza e previsione, tutela della disciplina del lavoro e contribuzione obbligatoria”.
Le arene nel Lazio sono 50, mentre a Roma in totale sono 28, distribuite in tutti i municipi della Capitale. Tutte “proiettano dvd e quindi non hanno bisogno di grandi investimenti, mente gli esercenti dei cinema negli ultimi anni hanno dovuto affrontare un ingente investimento per la digitalizzazione che, secondo i dati divulgati dell’Anec, ammonta circa a 21.775.000 euro nel Lazio”.
Questo porta “a fornire agli spettatori delle arene un livello qualitativo non adeguato. ll problema non è solo la normativa, ma anche la distribuzione territoriale: a Roma 11 arene sono a circa un chilometro da cinema attivi. A Ostia ad esempio, è presente un’area a 250 metri dal cinema e per questo alle istituzioni chiediamo una pianificazione territoriale”.
Inoltre “manca il prodotto, in estate escono pochi film e questo è un altro grande limite per noi”. “Noi ci siamo ritrovati a fare una commissione vigilanza il 28 luglio all’arena di Cinecittà con esito negativo per un problema legato allo schermo, con l’arena aperta 4 giorni prima – afferma il presidente Anec Lazio Giorgio Ferrero – Oggi ci sarà una commissione vigilanza all’arena di Castel Sant’Angelo, già aperta da quattro giorni. Invece noi esercenti per aprire un cinema dobbiamo rispettare tutte le normative di sicurezza, della disciplina del lavoro, la contribuzione fiscale, con controlli puntuali e multe salate. Noi non vogliamo annunciare uno sciopero ma in questo momento rischiamo di chiudere perché le nostre aziende non ce la fanno più. Questo perché se noi continuiamo a investire e ci troviamo una concorrenza così importante, il nostro monte economico sarà sempre più basso e sarà sempre più difficile far rimanere aperti i nostri cinema. Se non riceveremo un incontro in tempi brevi con le istituzioni comunali e con i distributori italiani, che devono aiutarci a combattere questa battaglia non vendendo prodotto dvd alle arene, ci sarà una protesta immediata. Credo comunque che il nuovo assessore alla cultura saprà come muoversi e ci convocherà il prima possibile. Se la settimana prossima non avremo risposta – conclude – faremo un’assemblea straordinaria e prenderemo delle decisioni. Abbiamo infine già presentato il ricorso all’Antitrust”.
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In città ben 11 spazi cinematografici estivi sono a un chilometro dai cinema. Presentato un ricorso all’Antitrust per denunciare la concorrenza. Ferrero: “Se non riceveremo un incontro in tempi brevi con le istituzioni…”
