La Regione Lazio accelera sulla riforma dell’organizzazione sanitaria. In arrivo una nuova figura dirigenziale destinata a fare da ponte tra assistenza sanitaria e servizi sociali. L’obiettivo è migliorare il coordinamento delle cure e la presa in carico dei cittadini più fragili.
Un nuovo vertice per collegare salute e welfare
La sanità del Lazio si prepara a cambiare assetto, lavorando all’introduzione di una nuova figura manageriale all’interno delle Aziende sanitarie locali: il direttore socio-sanitario. Un ruolo che andrebbe ad affiancare gli attuali vertici delle Asl, contribuendo a rafforzare il collegamento tra il mondo della sanità e quello dei servizi sociali.
L’iniziativa è sostenuta dall’assessorato regionale all’Inclusione sociale e nasce con l’obiettivo di superare una delle criticità storiche del sistema pubblico: la difficoltà di far dialogare in modo efficace cure mediche, assistenza territoriale e interventi sociali. Un’esigenza particolarmente sentita nelle grandi realtà urbane come Roma, dove l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità rendono sempre più necessario un approccio integrato.
Le funzioni della nuova figura
Il nuovo dirigente avrà un ruolo strategico nella programmazione e nel coordinamento delle attività che coinvolgono contemporaneamente sanità e welfare. Dovrà collaborare con il direttore generale delle Asl, partecipare ai processi decisionali e contribuire alla definizione degli obiettivi di integrazione previsti dalla pianificazione regionale.
Tra i compiti previsti figurano il monitoraggio dei percorsi assistenziali, il raccordo con i servizi sociali dei Comuni e il supporto alla realizzazione delle politiche dedicate alle persone più vulnerabili. La selezione dovrebbe avvenire attraverso un elenco regionale formato tramite procedura pubblica e riservato a professionisti con requisiti specifici.
La proposta verso il via libera e il progetto Lazio Zero
La proposta normativa ha già ottenuto il primo semaforo verde dalla Giunta guidata dal presidente Francesco Rocca ed è ora all’esame della commissione Sanità del Consiglio regionale. L’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva entro l’estate. Nel corso delle audizioni, i direttori generali delle principali Asl laziali hanno espresso apprezzamento per l’introduzione della nuova figura, chiedendo però una definizione chiara e uniforme delle competenze per evitare sovrapposizioni organizzative.
La riforma si inserisce in un piano più ampio di revisione della governance sanitaria regionale. Parallelamente procede infatti il progetto della nuova “Lazio Zero”, una struttura con funzioni trasversali che dovrebbe centralizzare alcune attività amministrative e di supporto, dalla gestione del personale ai pagamenti, con l’obiettivo dichiarato di rendere più efficiente l’intero sistema sanitario regionale.
Se il percorso legislativo rispetterà i tempi previsti, le Asl di Roma e del Lazio potrebbero presto contare su una nuova figura chiamata a trasformare in realtà un obiettivo inseguito da decenni: far lavorare insieme sanità e servizi sociali in un’unica rete di assistenza al cittadino.

