Il grande rilievo mediatico dato alla volontà del presidente Zingaretti di affidare la responsabilità della gestione delle Asl a figure professionalmente competenti, applicando un reale metodo di meritocrazia, dimostra come la questione stia a cuore a tutti i cittadini.
La crisi della sanità, infatti, non è solo finanziaria, ma chiama in causa anche la cattiva gestione amministrativa del settore che certamente aggrava i costi e crea malfunzionamenti diffusi nei servizi. Per dare maggiore senso all’ammirevole volontà del presidente, mi permetto di suggerirgli, come feci inascoltato con Renata Polverini, di adottare il sistema europeo per la designazione dei commissari del Governo dell’Ue. A Bruxelles, infatti, i designati dei singoli governi alla carica di commissario devono presentarsi in audizione ai parlamentari con un programma preciso e rispondere alle domande che vengono loro rivolte. Non a caso, in passato, due commissari sono stati bocciati perché non ritenuti idonei a ricoprire quel ruolo e i rispettivi governi hanno dovuto cambiare candidato. Altrettanto potrebbe essere fatto a livello regionale per un esame collegiale che eviti di affidare solo a qualcuno un formale giudizio di professionalità basato sui curricula che dovrebbe caratterizzare chi è chiamato a dirigere una Asl.
Collegialità che assicurerebbe anche quella sentita esigenza di trasparenza ormai richiesta a tutti gli atti politici nella speranza di abolire la deprecabile lottizzazione partitica che ha sempre caratterizzato le nostre istituzioni. La sanità, in particolare, chiede a gran voce che i partiti rimangano fuori. Accontentiamo dunque questa istanza visto che stiamo parlando del settore che si rivolge ai più deboli e fragili della nostra società. Daremo così una possibilità in più alla ripresa della fiducia nelle istituzioni e verso chi le rappresenta per il bene comune. Cosa questa, dati i tempi, non di poco conto.
Potito Salatto, eurodeputato Ppe
