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Atenei italiani fuori dalla Top100 mondiale: Sapienza resta prima in Italia, ma perde posizioni

La classifica 2026 del Center for World University Rankings (CWUR) conferma il primato nazionale dell’università romana, che però scende al 129° posto

Atenei italiani fuori dalla Top100 mondiale: Sapienza resta prima in Italia, ma perde posizioni

La classifica 2026 del Center for World University Rankings (CWUR) conferma il primato nazionale dell’università romana, che però scende al 129° posto

È stata pubblicata nei giorni scorsi la Global 2000 del Center for World University Rankings (CWUR), la classifica internazionale che annualmente ordina le migliori 2000 realtà universitarie al mondo. L’edizione 2026, in particolare, vede tutti gli atenei nostrani fuori dalla Top100 globale, con Sapienza che, pur perdendo quattro posizioni rispetto all’anno precedente, guida le università italiane al 129° posto.

La Global 2000 2026 fotografa il divario fra le università italiane e i poli internazionali

Il CWUR prende in considerazione ogni anno ben oltre 20mila atenei sulla base di indicatori che comprendono la qualità dell’istruzione, i risultati professionali degli ex-studenti, il livello dell’intero corpo accademico e la produzione scientifica. Trattandosi di un’organizzazione di ricerca indipendente, essa stila la sua Global 2000, una delle classifiche più osservate nell’ambito dell’istruzione superiore, facendo dunque riferimento non a sondaggi, ma a indicatori oggettivi. Difatti, tra i criteri considerati figurano la ricerca, l’impatto delle pubblicazioni e il numero di citazioni riscosse a livello internazionale. E quest’anno nessuna delle università italiane è riuscita a soddisfare tali parametri al punto da piazzarsi tra le prime cento.

Ad aggiudicarsi la prima posizione della graduatoria, infatti, è ancora una volta Harvard University, mentre il miglior risultato nostrano rimane quello della Sapienza, un dato che conferma il suo primato nazionale, ma che evidenzia al tempo stesso un lieve arretramento. Più in basso, invece, troviamo l’Università di Padova, al 182° posto, e l’Università degli Studi di Milano, al 194°, in vantaggio rispetto ad altre realtà accademiche della Capitale, quali Tor Vergata, Roma Tre e l’Università Campus Bio-Medico, che si incontrano rispettivamente alla 383ª, 744ª e 1314ª posizione.

Il quadro che emerge conferma le difficoltà dei poli del nostro Paese nel competere con quelli esteri, soprattutto statunitensi e britannici, ma evidenzia comunque la capacità di alcune università di mantenere una presenza stabile nelle fasce più alte della classifica. Per Sapienza, inoltre, il risultato del CWUR si affianca ad altri riconoscimenti ottenuti nel corso degli ultimi mesi. Lo scorso marzo l’ateneo romano si è confermato, per il sesto anno consecutivo, al primo posto mondiale negli studi classici nella graduatoria QS World University Rankings by Subject e tra le prime dieci, della medesima classifica, in Archeologia e Storia dell’arte, confermando il suo ruolo come uno dei principali centri occidentali negli studi umanistici.

Diego Lanuto