di Claudio Roma
Ci risiamo. Ad ogni appuntamento col caos istituzionali, rispuntano i monarchici. Segno, questo, che l’Italia del Re non è mai sopita e che dietro quella passione irrefrenabile per il ritorno al passato, si nasconde una voglia di certezze anche per il futuro.
E allora, se c’è l’esigenza di individuare un uomo al di sopra delle parti per la carica di presidente della Repubblica, perché non pensare “ad Amedeo Savoia Aosta?”. Se lo chiedono – e articolano la candidatura con una lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato, nonché a tutti gli eletti (compresi quelli del Movimento Cinque Stelle), i “tre” del Movimento Popolare Italia Innanzitutto, Antonio Maulu, Luigi Marucci e Antonio Parisi.
Scrive il Comitato: “Perché non provare con Amedeo di Savoia? Si tratta di una persona con un prestigio personale in tutta Europa, è un uomo semplice. Vive facendo l’agricoltore in Toscana. E’ persona equilibrata. Ha servito l’Italia Repubblicana da Ufficiale della Marina Militare. Il suo ramo dinastico familiare ha onorato il nostro Paese in tutte le evenienze, senza disonore. E’ un democratico sincero rispettato ed amato a destra come a sinistra per i principi di tolleranza e di attenzione alle tematiche dell’ambiente. E’ un uomo onesto : quello di cui il Paese ha bisogno con urgenza. Qui va tutto a rotoli. Ci vuole una persona che rappresenti veramente l’unità del Paese. Altrimenti è tutto inutile. Qui ci vuole Amedeo. Si chiami Amedeo al Quirinale. Peggio dei partiti non potrà fare”.

E per chi ha poca memoria della storia del Paese, i monarchici ricordano: “La nostra Italia già una volta chiamò un uomo che rispondeva a queste caratteristiche. Agli albori della vita della Repubblica fu scelto Enrico De Nicola, monarchico che seppe da galantuomo rappresentare realmente tutti. In Europa la Spagna uscita dal franchismo non si affidò ad una persona proveniente dai partiti o da una fazione vincente, si affidò invece ad un giovane capace ed ancora una volta rappresentativo di tutti: la Spagna si affidò a Juan Carlos. In altre parti del nostro continente ci sono state crisi serie come quella Belga prolungatasi per anni. Lì però ai vertici dello Stato vi è una persona rappresentativa non di una sola parte ma di tutti, facendo sentire garantiti tutti i cittadini”.
Dunque la soluzione secondo gli irriducibili della Corona, sarebbe quella di richiamare il Cincinnato di Casa Reale, “In fasce fu prigioniero dei Tedeschi e trasferito in campo di concentramento Nazista, sin da bambino è stato educato ad un ruolo di Capo dello Stato posto al di sopra di fazioni e partiti”. A completare il curriculum vitae, due note personali: “ E’ persona equilibrata. Ha servito l’Italia Repubblicana da Ufficiale della Marina Miliatare. Il suo ramo dinastico familiare ha onorato il nostro Paese in tutte le evenienze, senza disonore. E’ un democratico sincero rispettato ed amato a destra come a sinistra per i principi di tolleranza e di attenzione alle tematiche dell’ambiente. E’ un uomo onesto : quello di cui il Paese ha bisogno con urgenza”.
