Sono passati quasi due anni da quel tragico 18 ottobre del 2012 quando Luca Olivotto morì in un ospedale di Tirana per “una gravissima alcalosi metabolica da somministrazione endoarteriosa di bicarbonato”: fatale per il ventisettenne catanese non il tumore che gli era stato diagnosticato al cervello, ma il trattamento anticancro a base di bicarbonato ideato dall’ex medico italiano Tullio Simoncini. Ora si scopre che a far parte dell’equipe c’era anche un noto medico romano.
Nel processo istruito a Tirana subito dopo l’esito dell’autopsia, vede imputato insieme a Simoncini, un noto radiologo romano dell’ospedale Tor Vergata. La giustizia albanese va più spedita di quella italiana che deve ancora chiudere le indagini. Nel frattempo Simoncini, radiato dall’albo nel 2003 e una condanna per omicidio colposo e truffa nel 2006, continua a sponsorizzare la sua presunta cura miracolosa. Da un opuscolo reperito in rete, sembra infatti che lo scorso marzo l’ex medico, di cui non si conosce l’attuale domicilio, abbia partecipato ad un convegno di “medicina integrativa unificante” a Sirmione del Garda.
Fu lo stesso Simoncini a proporre alla famiglia Olivotto una cura “miracolosa” al costo di 20 mila euro per debellare il turmore. Secondo i familiari, era stato lo stesso Simoncini a rassicurgli in seguito al rapido peggioramento del paziente, dicendo che si trattava di una reazione normale e che il male stava regredendo grazie al bicarbonato”.
Ora si aspetta che anche la procura di Roma chiuda le indagini per omicidio colposo e abuso della professione medica sia a carico di Simoncini che del noto radiologo dell’ospedale Tor Vergata che avrebbe inserito il catetere per via inguinale al ragazzo. “La circostanza che una simile pratica, tanto dannosa quanto scevra da ogni evidenza scientifica, sia stata avallata da un medico “ufficiale” è gravissima – commenta l’avvocato Francesco Lauri, che con la collega Giovanna Zavota assiste la famiglia Olivotto – ed impone una pena esemplare anche nel rispetto di tutti quei medici che ogni giorno, tra mille difficoltà, danno l’anima per salvare vite umane”.
