di Alberto Berlini
La stangata per il sindaco uscente è cocente. Mai nessun primo cittadino era uscito dal proprio primo mandato con una percentuale così bassa: per Gianni Almanno i dati parlano di una bocciatura espressa dal 70% dei cittadini che hanno espresso la propria preferenza per un altro candidato alla corsa del Campidoglio. Una diaspora che invece non ha affossato Ignazio Marino, candidato della coalizione di centrosinistra, che secondo le proiezioni e i primi dati si attesterebbe intorno al 42%.

Un vero e proprio crollo è quello registrato invece dai 5 Stelle che sono passati dal 27% raccolto durante le politiche di febbraio a un cocente 12% che i romani hanno accordato a Marcello De Vito candidato dei pentastellati che si lamenta del poco spazio concesso dai media al Movimento: “Ciononostante prendiamo il 13 per cento (per il Movimento, ndr). Percentuale che una volta prendeva il Psi o l’Msi. E poi Marchini che ha tolto voti, anche a noi”.
Alfio Marchini è il vero e proprio “uomo nuovo” di questa tornata elettorale, che dopo una 3 mesi di feroce campagna elettorale è riuscito a sfiorare quota 10%. Un apprezzamento espresso anche da Marino che commentando i primi risultati ha sottolineato il risultato di un giovane imprenditore “Molto radicato a Roma e che ha fatto ottima campagna elettorale”.
Se quindi per il Campidoglio sarà una sfida a due, ora si aprono due settimane di duello in cui le due coalizioni tenteranno di accaparrarsi il voto degli sfidanti. Sfidanti che già annunciano battaglia in Assemblea Capitolina; Marchini non farà il vice di nessuno, ma “valuteremo sui programmi e sul merito. Faremo una battaglia sulla legalità, sull’avere poche regole chiare per tutti e sulla meritocrazia”. Una battaglia per il rinnovamento condivisa dai 5 Stelle che preannunciano un’opposizione serrata.
Sfida a due, con il candidato del centrodestra Gianni Alemanno che fa un vero e proprio appello al voto per il ballottaggio: “Che non è il secondo tempo di una partita ma una partita tutta diversa – ha esordito il sindaco uscente – Combatteremo fino alla fine per avere il miglior risultato possibile per il bene della città. Al ballottaggio sarà un’altra partita, c’è stato un forte astensionismo, dobbiamo riportare al voto quella metà dei romani che al primo turno non ha votato”. Un astensione che ha riguardato soprattutto le donne: hanno infatti votato 589.495 maschi su 1.107.114 di aventi diritto pari al 53,25%, e 656.156 donne su 1.252.005 aventi diritto, il 52,41%. In totale hanno dunque votato 1.245.651 di elettori su 2.359.119 aventi diritto; secondo i dati del sito internet del Campidoglio, rispetto alle comunali del 2008, quando aveva votato il 73,5% degli aventi diritto, a Roma per le amministrative 2013 ha votato il 52,8% degli elettori. Un vero e proprio crollo del 20,72%.
