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Caos al San Camillo, il giorno dell’ira. La Regione imbarazzata minaccia denunce

Con un comunicato ufficiale lo staff di Nicola Zingaretti passa al contrattacco: “Sulla vicenda dei malati al Pronto Soccorso curati con i materassi per terra, c’è il forte sospetto di una strumentalizzazione con foto preparate ad arte”. E chiede al direttore generale Morrone una relazione dettagliata. Poi preannuncia di scrivere alla Procura

E’ evidente che l’ennesima figuraccia planetaria alla quale è stato sottoposto l’ospedale San Camillo e l’inter sanità della Regione Lazio a presidente Nicola Zingaretti non è andata giù. Le immagini dei materassi a terra, la fila colossale al Pronto Soccorso, culminata con la rivolta degli infermieri che hanno occupato la Direzione Generale dell’ospedale, sono l’ennesima “macchia” che si aggiunge al difficile e tormentato percorso per dare al Lazio una sanità dignitosa e così la Regione passa al contrattacco.
Più che una replica, però il comunicato ufficiale di via Rosa Raimondi Garibaldi, sembra una minaccia. Scrive la Regione in maniera sibillina: “Al San Camillo, sulla vicenda dei malati al Pronto Soccorso curati con i materassi per terra, c’è il forte sospetto di una strumentalizzazione con foto preparate ad arte. Per questo abbiamo richiesto al Direttore Generale, il dott. Aldo Morrone una relazione dettagliata sul caso in quanto siamo in presenza di alcuni fatti assolutamente poco trasparenti”.
Nella lettera trasmessa nelle prime ore del mattino la Regione Lazio chiede sapere: A – chi ha autorizzato eventuali ricoveri a terra e l’attuale linea di governance per la gestione del Pronto Soccorso; B – se questo fatto gravissimo fosse vero vogliamo sapere quale era nella giornata di ieri il tasso di occupazione dei letti e se vi fossero posti letto disponibili; C – se fossero davvero confermati i dati di accesso al Pronto Soccorso nella giornata di ieri comunicati per le vie brevi dal Direttore Generale non si segnalerebbero particolari condizioni di emergenza; D – se sono state messe in atto tutte le direttive emanate dalla Regione Lazio ed attivato l’utilizzo delle deroghe tenuto conto che al San Camillo è stata autorizzata dalla Regione di recente l’assunzione di quattro nuovi medici proprio per il Pronto Soccorso”.
La conclusione oltre che scontata e da manuale della “banale comunicazione”: Al San Camillo, come negli altri ospedali, va tutelata innanzitutto la dignità del malato. Dopo la relazione del Direttore Generale, che ci aspettiamo entro le prossime ore, nel caso ci fossero estremi di reati invieremo tutto alla Procura della Repubblica anche a tutela di chi quotidianamente lavora nel grande nosocomio romano con spirito di abnegazione”.