L’ospedale San Camillo, il più grande nosocomio pubblico del Lazio, “è nel caos a causa di una Direzione Sanitaria Aziendale inadeguata a fronteggiare l’emergenza in atto. La drammatica situazione che sta vivendo il pronto soccorso, peraltro non diversa da quella altri ospedali romani, sta mandando in tilt l’intero ospedale. Il piano che dovrebbe essere messo in atto in queste ore per fronteggiare l’emergenza del pronto soccorso prevede forti tagli alle attività specialistiche dell’ospedale, come ad esempio gli interventi di urologia , chirurgia plastica e della ginecologia, dove le liste di attesa per un intervento sono drammaticamente lunghe anche per pazienti affetti da patologie tumorali”. Così una nota della Fp Cgil.
“La cosa più inquietante – aggiunge – è che tutto questo verrà messo in atto per la carenza del personale infermieristico, non tenendo conto del costo di tutti i trasferimenti dei reparti sopra indicati, e soprattutto del costo dovuto all’inoperatività alla quale saranno sottoposti i medici dei reparti interessati. La Fp Cgil denuncia inoltre la situazione gravissima della carenza dei tecnici perfusionisti cardio vascolari che sta limitando fortemente gli interventi di cardiochirurgia. Più volte abbiamo denunciato la politica della Regione Lazio sull’utilizzo delle deroghe per le assunzioni date solo esclusivamente al personale medico mentre a nostro avviso le gravi carenze riguardano soprattutto il personale infermieristico, tecnico sanitario, ostetrico e il personale di supporto all’assistenza (ausiliari e operatori socio sanitari). La Fp Cgil chiede alla Direzione del San Camillo di rivedere il piano da mettere in atto per far fronte all’emergenza del Pronto Soccorso, aprire un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali per mettere in atto misure meno traumatiche e costose che non comportino tagli alle prestazioni specialistiche per i cittadini. La Fp Cgil chiede inoltre alla Regione Lazio di cambiare rotta e farsi carico delle gravissime carenze del personale infermieristico, tecnico sanitario, ostetrico e del personale di supporto all’assistenza (ausiliari e operatori socio sanitari), che sta limitando fortemente l’attività negli ospedali della Regione, costringendo i cittadini ad interminabili tempi di attesa per prestazioni ed interventi sanitari, mettendo a rischio la tanto annunciata e sperata “sanità diversa”.
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“La drammatica situazione che sta vivendo il pronto soccorso, peraltro non diversa da quella altri ospedali romani, sta mandando in tilt l’intero ospedale”. Il sindacato evidenzia la situazione gravissima della carenza dei tecnici perfusionisti cardio vascolari che sta limitando fortemente gli interventi di cardiochirurgia
