Domani, venerdì 20 maggio, possibili disagi nel servizio di bus, tram, metropolitane e treni locali gestiti dall’Atac, mentre le altre sigle hanno differito la protesta al prossimo 31 maggio, il sindacato Cambia-menti M410, guidato dalla passionaria Micaela Quintavalle, ha confermato la protesta di 4 ore, dalle 8.30 alle 12.30 pur invitando i propri iscritti a non aderire.
Per gli utenti dei trasporti pubblici capitolini sarà un altro giorno di ordinaria follia. Si tocca con mano l’effetto paura di restare bloccati in stazioni e pensiline. Dopo l’ordinanza di precettazione firmata dal Prefetto Gabrielli, che limitava a sole 4 ore lo sciopero dell’intera giornata indetto da USB, Faisa Confail, Sul CT, UTL e Orsa, le organizzazioni promotrici avevano infatti differito la protesta al 31 maggio invitando i propri iscritti ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata con le fasce di garanzia inizio servizio/8.30 e 17.00/20.
“Non intendiamo assecondare un sistema che ogni giorno sembra voler limitare un diritto costituzionalmente garantito, nonostante si rispettino le procedure stabilite dalle normative vigenti – scrivono dal sindacato Cambia-menti – Nel rispetto delle decisioni personali di ogni singolo lavoratore e nel rispetto dell’ordinanza prefettizia, invitiamo i colleghi a non aderire allo sciopero.
“Abbiamo ritenuto inutile differirlo al 31 maggio – chiarisce la Quintavalle – perché siamo convinti che fino all’elezione del nuovo sindaco non accadrà nulla. Pur avendo rispettato le franchigie giubilari e le normative vigenti ci hanno rifiutato tanto lo sciopero di 24 ore quanto le 4 ore serali dalle 20 a fine servizio per permettere ai lavoratori che lavorano nella fascia fissa di sera di partecipare alla nostra vertenza per la prima volta. Schifati da questa dittatura invitiamo i lavoratori a rispettare l ordinanza prefettizia… E … Meglio ancora…. A non scioperare….”
I sindacati avevano protestato contro l’ennesima precettazione arrivata con la giustificazione della presenza di centinaia di pellegrini giubilari in città ed il concomitante sciopero della scuola. “Ormai è divenuta una prassi – denuncia Gianfranco De Benedictis, dell’USB Lavoro Privato – anche nelle giornate in cui il Ministero dei Trasporti autorizza le azioni di sciopero, la Prefettura adduce motivazioni alquanto deboli per utilizzare la precettazione come strumento di interdizione e di soppressione del conflitto”.
“Conflitto che viene esercitato dai lavoratori quale strumento garantito dalla Costituzione – sottolinea De Benedictis – posto in essere in Atac solo perché l’azienda e le istituzioni non manifestano alcuna apertura verso le serie problematiche dei lavoratori. Per questo abbiamo congiuntamente deciso di scioperare l’intera giornata, differendo lo sciopero al 31 maggio. Non bastano però le restrizioni dell’ ‘intesa giubilare’, che peraltro noi non abbiamo sottoscritto. Ora la Commissione di Garanzia vuole imporre ulteriori limitazioni, di cui vorrebbe comunque l’esigibilità anche a fronte di un pare contrario dei sindacati. Per questo l’ USB, a fronte dell’ennesimo attacco al diritto di sciopero, si riserverà di valutare tutte le azioni possibili a difesa della costituzione e dei lavoratori”, conclude De Benedictis.
