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Capannelle, torna la Febbre da Cavallo e la città ritrova un pezzo di anima

Il Campidoglio mantiene la promessa fatta alla città: si riparte il 4 settembre e due settimane dopo appuntamento con il derby d’Italia

Capannelle, torna la Febbre da Cavallo e la città ritrova un pezzo di anima
Screenshot tratto da una scena del film “Febbre da Cavallo”

Preparate i cappelli, le velette e i fascinator. E, per chi preferisce un brindisi, anche il whisky, rigorosamente maschio e senza fischio. Il 4 settembre all’Ippodromo delle Capannelle tornano i cavalli. E non è una semplice riapertura. Dopo anni di contenziosi, polemiche e una gestione finita al centro di una vicenda milionaria, uno dei luoghi storici dello sport romano riapre i cancelli.

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Più che una riapertura, dunque è  una rinascita. Un pezzo (di cuore) di Roma che torna. È inevitabile associare la riapertura dell’ippodromo ai ricordi di chi inizia a contarsi qualche capello bianco: il “tranvetto”, la fila dei carretti carichi di vino, il caffè dell’Ottocento e i filetti di baccalà della sora Mimma. Qualcuno ricorderà anche la visita di Sua Maestà la Regina Elisabetta. E al primo start, risuoneranno anche i ricordi legati a Mandrake, Er Pomata, all’Avvocato De Marchis, macchiette e insieme  specchio di un’Italia che guardava alle corse dei cavalli con una passione oggi inevitabilmente diversa. La febbre da cavallo è cambiata, ma l’ippica, non è morta e rappresenta ancora una filiera sportiva ed economica che riparte laddove il rumore degli zoccoli riempirà un pezzo di memoria di Roma.

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Dietro il ritorno dell’Ippodromo delle Capannelle del resto c’è un intervento tutt’altro che simbolico. In estate il Comune ha lavorato a ritmi serrati per rimettere in condizioni operative l’impianto di via Appia Nuova e restituirlo alla città. I numeri rendono l’idea della portata dell’operazione. La pista principale in erba è stata riseminata per una superficie di 81mila metri quadrati. Per la pista del trotto sono stati utilizzati 500 metri cubi di tufo rosso e 400 metri cubi di lapillo. 92 autocarri per trasportare il materiale necessario alla realizzazione della pista di allenamento. Un restyling completo, uno sforzo enorme ma necessario per rendere nuovamente l’impianto adeguato alle competizioni. Il 4 settembre ripartiranno ufficialmente le competizioni di trotto e galoppo. E il 20 settembre arriverà il Derby d’Italia.

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Le corse non rientrano nell’alveo legato allo sport. Anzi, la vera partita, quella politica ed economica, comincia a settembre. Riaprire Capannelle, impianto dal destino segnato all’abbandono, è il primo passo. Il secondo è restituirgli quel ruolo centrale nel contesto sociale, economica e culturale della Capitale. La vicenda delle Capannelle porta con sé una pesante eredità amministrativa ed economica, maturata nell’arco di oltre vent’anni. L’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, rivendica il lavoro dell’amministrazione che ha coperto il pesantissimo debito accumulato dal precedente gestore, superiore ai 20 milioni di euro. Il messaggio in interseca con l’obiettivo politico: Capannelle non è più visto come un problema, ma è un patrimonio da valorizzare e da rivendicare in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.