Oltre 26mila litri di carburante non conforme sequestrati, quattro cisterne e altrettante pistole erogatrici finite sotto sequestro. È questo il risultato dei controlli effettuati dalla Guardia di Finanza di Roma insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) nel settore della distribuzione stradale dei carburanti. L’attività ha comportato 68 controlli tra la Capitale e la provincia, con verifiche concentrate sia sulla qualità dei prodotti erogati sia sulla corretta esposizione e comunicazione dei prezzi.
Carburante fuori parametro, cosa hanno rivelato le analisi
Il primo filone dell’operazione ha riguardato la qualità e la quantità dei prodotti energetici. Per gli accertamenti è stato utilizzato anche il laboratorio chimico mobile dell’ADM, che ha consentito di effettuare direttamente sul posto le analisi dei campioni prelevati dagli impianti. I riscontri hanno portato all’individuazione e al successivo sequestro di migliaia di litri di carburante risultato non conforme, insieme ad alcune cisterne e pistole erogatrici. Le analisi hanno evidenziato, in particolare, anomalie nelle caratteristiche del prodotto, tra cui un punto di infiammabilità del gasolio inferiore alla soglia minima prevista dalla normativa. In un altro caso sarebbe stato inoltre rilevato un tenore di zolfo superiore di oltre il doppio rispetto ai limiti consentiti.

Tuttavia, i controlli non si sono fermati alla qualità del carburante. Una seconda parte dell’attività ha riguardato infatti la trasparenza dei prezzi praticati. In questo ambito sono stati eseguiti 34 controlli dalle forze dell’ordine competenti di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio, che hanno portato alla contestazione di nove violazioni, di cui cinque relative alla mancata trasparenza dei prezzi esposti, una alla tenuta irregolare dei registri e tre all’omessa comunicazione preventiva dei prezzi praticati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso la piattaforma prevista.
L’operazione romana si inserisce in un’attività di controllo più ampia sulla filiera dei carburanti. Tra marzo e luglio 2026, a livello nazionale, la Guardia di Finanza ha effettuato 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, mentre sul fronte della trasparenza sono stati eseguiti 3.428 controlli presso stazioni di rifornimento stradali, con 2.279 violazioni contestate a 937 operatori. Al momento, a Roma, secondo quanto riferito dall’ADM, sarebbero due le persone deferite e segnalate all’autorità giudiziaria per le ipotesi di frode nell’esercizio del commercio e di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.


